CANBERRA - L’ex senatore Liberale Cory Bernardi sarà candidato di One Nation alle elezioni nel South Australia del 21 marzo, guidando la lista del partito per il Legislative Council.

La conferma è arrivata dalla leader Pauline Hanson, dopo giorni di indiscrezioni su una possibile defezione di peso verso il suo movimento.

Hanson ha presentato Bernardi come un innesto naturale per One Nation, sottolineandone il profilo conservatore e il radicamento nello Stato. “Cory ha valori conservatori forti e solidi, perfetti per One Nation, ed è un sud-australiano noto che vuole fare nel suo Stato quei cambiamenti positivi che i Liberali non riescono nemmeno a prendere in considerazione”, ha dichiarato. La leader ha aggiunto che l’ex senatore ha “una visione chiara” per il futuro del South Australia e che si tratta di una linea politica condivisa.

Bernardi, 56 anni, era stato eletto al Senato con i Liberali nel 2006, ma nel 2017 aveva lasciato il partito per fondare gli Australian Conservatives, formazione poi scomparsa. Il suo percorso politico è stato spesso al centro di polemiche: nel 2012 venne rimosso dai ministri ombra dell’opposizione dopo dichiarazioni che collegavano la legalizzazione del matrimonio tra persone dello stesso sesso alla bestialità.

Nelle prime dichiarazioni dopo l’annuncio, Bernardi ha attaccato frontalmente il sistema bipartitico, sostenendo che “sono finiti i tempi in cui esistevano due grandi partiti”. A suo giudizio, oggi non ci sarebbe “un’opposizione efficace” e Partito laburista e Partito liberale sarebbero diventati “un solo partito, un uniparty”, con effetti negativi per i cittadini del South Australia. “I salari sono fermi, i costi aumentano e molti non riconoscono più comunità diventate sempre più insicure”.

Bernardi ha puntato gran parte della sua piattaforma su economia e regolamentazione, presentandosi come imprenditore e denunciando un sistema che, a suo dire, starebbe soffocando le attività produttive. “Le imprese nel nostro Stato vengono strangolate da burocrazia rossa, verde e nera”, ha affermato, parlando di barriere all’occupazione e della necessità di rendere l’economia “di nuovo produttiva”. Ha poi citato l’aumento del debito pubblico, accusando sia Laburisti che Liberali di non avere un piano credibile per ridurre la spesa e avviare una riforma fiscale. La promessa di One Nation, ha sostenuto, è tagliare spesa e tasse e riportare il debito “sotto controllo”.

L’ex senatore ha indicato anche preoccupazioni per le aree regionali: sanità ed educazione in calo, futuro dell’agricoltura, regolamenti eccessivi, l’obiettivo net zero, costi di produzione più alti e riforme sull’acqua.

Nella giornata di oggi, Hanson si trova in visita nel South Australia per presentare ufficialmente il nuovo candidato, mentre One Nation prova a capitalizzare un momento favorevole nei sondaggi: secondo l’ultima rilevazione Redbridge/Accent, il partito sarebbe salito al 26%, un dato che per gli analisti segnala un possibile riassetto strutturale della politica australiana.