PARIGI – Il presidente americano Joe Biden è stato accolto all’Arco di Trionfo da Emmanuel Macron per la sua prima visita di Stato in Francia. In una conferenza stampa i due presidenti si sono detti impegnati ad andare avanti “su una road-map comune” che parte dalla “fiducia nella crescita e nell’innovazione” e arriva, con la volontà, a costruire una “pace senza ingenuità ma basata su accordi chiari e condivisi”.

Il Presidente francese ha ricordato “l’unione che deriva dal sangue versato” nella Seconda Guerra Mondiale che continua a legare “le due bandiere e le due nazioni”. Macron ha quindi sottolineato la visione condivisa sulla guerra in Ucraina e sulla necessità di rispettare il diritto internazionale, ringraziando gli Stati Uniti e Biden “per il suo impegno in un conflitto, in cui sono in gioco la stabilità e la sicurezza della nostra Europa”.

A Parigi Biden ha anche incontrato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Nell’annunciare un nuovo pacchetto di aiuti militari, del valore di 225 milioni di dollari e che comprende intercettori di difesa aerea e munizioni di artiglieria e altre capacità cruciali, Biden si è per la prima volta scusato pubblicamente per lo stallo al Congresso degli aiuti militari ucraini.  

“Mi scuso per quelle settimane in cui sapevate cosa stava accadendo sul fronte dell’assistenza”, ha detto il presidente nel suo colloquio con il leader di Kiev a Parigi ribadendo il sostegno degli Stati Uniti all’Ucraina: “Saremo sempre al vostro fianco”.  

Si è discusso anche del prossimo “summit di pace per l’Ucraina in Svizzera, dove la vice presidente Kamala Harris e il consigliere per la Sicurezza Nazionale, Jake Sullivan, rappresenteranno gli Stati Uniti a sostegno della ricerca di una pace giusta e duratura in linea con la Carta dell’Onu, che comprenda i principi di sovranità e integrità”.

Poco prima, il presidente russo Vladimir Putin in un intervento  allo Spief, il Forum economico internazionale di San Pietroburgo, aveva assicurato che la Russia vincerà in Ucraina e lo farà senza aver bisogno di usare le armi nucleari.

Un intervento di un’ora per delineare il nuovo modello economico russo fatto di nuove alleanze e nuovi progetti mentre, dice lo zar, al mondo occidentale “sta ormai sfuggendo il suo ruolo egemone”. Poi domande e risposte con il moderatore Sergey Karaganov, non propriamente una colomba, che sollecita ripetutamente Putin sul possibile uso dell’arma nucleare.

“Non abbiamo bisogno delle armi nucleari per raggiungere la vittoria finale in Ucraina”, dice Putin che ammette che un eventuale uso dell’atomica faciliterebbe la vittoria. “La velocità è importante ma è importante anche la salute dei nostri soldati”. Sull’esito finale del conflitto lo zar non ha alcun dubbio. Ricorda il detto che tutti i conflitti finiscono con un accordo, che può essere una vittoria militare o una sconfitta. “Noi vogliamo raggiungere la vittoria e la raggiungeremo, è chiaro”, dice con una pausa teatrale che raccoglie facilmente l’applauso della sala.

Sulla sfida dei missili con l’Occidente, Putin rivela che la fornitura di queste armi agli avversari dei Paesi occidentali da parte della Russia non è imminente. È questo è un dettaglio nuovo e importante. “Non sarà domani”, dice riservando tuttavia a Mosca il diritto di farlo come risposta ai bombardamenti di Kiev contro il territorio russo con armi fornite dall’Occidente.