PARMA - La madre della bambina di due anni trovata morta a Bordighera è in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale, mentre emergono nuovi elementi dalle indagini dei carabinieri. Anche il compagno quarantaduenne – che non è il padre biologico della piccola - risulta indagato per omicidio, ma a piede libero.
Nel corso degli ultimi accertamenti, i militari del Nucleo investigazioni speciali di Parma, su incarico della pm Veronica Meglio e del procuratore capo di Imperia Alberto Lari, hanno individuato tracce di sangue nell’auto e nell’abitazione della donna.
Due gocce sono state trovate nello sportello posteriore della vettura, altre macchie sull’armadio e sulla porta della camera da letto, oltre che su un paio di pantaloni lasciati su un divano.
La piccola era stata trovata senza vita il 9 febbraio, dopo la chiamata al 118 della madre che aveva riferito che la figlia non respirava più e stava “diventando nera”. Tuttavia, gli accertamenti hanno evidenziato che le manovre di rianimazione indicate telefonicamente non sono state eseguite.
Inoltre, l’autopsia ha rilevato numerose ecchimosi sul corpo e lesioni compatibili con l’azione di un corpo contundente, oltre a elementi che fanno risalire la morte ad alcune ore prima dell’arrivo dei soccorsi.
Secondo gli inquirenti, quindi, la bambina potrebbe essere stata uccisa nell’abitazione del compagno e successivamente trasportata in auto fino alla casa della madre. Gli esami del Ris dovranno stabilire a chi appartengano le tracce di sangue e a quando risalgano, un passaggio considerato cruciale per ricostruire la dinamica dei fatti.
Le indagini si concentrano anche su altri elementi, come alcune scarpe sequestrate sia nell’abitazione dell’uomo, dove gli investigatori sospettano possa essere avvenuto il delitto, sia in quella della madre. Acquisiti anche le lenzuola e gli indumenti rinvenuti sotto il corpo della piccola.