ROMA - Il co-portavoce di Alleanza Verdi e Sinistra, Angelo Bonelli, ha denunciato pubblicamente alla Camera di aver ricevuto gravi minacce di morte rivolte a sé e ai propri familiari, mostrando in Aula i documenti ricevuti.

Nel corso del suo intervento, Bonelli ha riferito che sia lui che il collega Nicola Fratoianni sono stati destinatari di intimidazioni negli ultimi giorni, tutte regolarmente denunciate alle autorità competenti. 

“Gravissimo leggere di leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l’immagine dell’efferato omicidio di Quentin”, ha dichiarato il deputato, aggiungendo di riferirsi anche al ministro Matteo Salvini. La persona menzionata è il giovane attivista francese di destra Quentin Deranque, ucciso in Francia lo scorso fine settimana. 

Esibendo i documenti in Aula, Bonelli ha mostrato una lettera che conteneva l’immagine della moglie e della figlia, accompagnata dall’indirizzo di casa.

“Minacce gravissime di morte col machete, mi tagliano la testa”, ha riferito ai colleghi parlamentari, mostrando poi un secondo foglio, legato agli scontri di Torino dello scorso mese, che riportava la scritta: “Prenderemo a martellate i vostri figli, vi spareremo in testa”.  

Una terza missiva era stata recapitata alla sorella del deputato con frasi altrettanto violente: “Quel lurido maiale di tuo fratello, lo appenderemo a piazza Maggiore a Bologna a testa in giù e gli staccheremo quella testa di merda”. 

Bonelli ha quindi chiesto un’informativa urgente del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, sottolineando la necessità di conoscere quali iniziative il governo intenda adottare per abbassare il livello della tensione politica nel Paese.

L’esponente di Avs ha anche criticato le recenti dichiarazioni del titolare del Viminale, che in un’informativa del 4 febbraio sugli scontri di Torino aveva parlato di “dinamiche che richiamano terrorismo e squadrismo”, definendo “complici dei violenti” coloro che partecipano alle manifestazioni al fianco dei facinorosi.  

“Sentire Piantedosi definirci complici degli scontri, trasformandoci in bersagli, non è un modo di procedere”, ha affermato Bonelli, che ha concluso il suo intervento con un appello rivolto ai più giovani: “Non cadete nella trappola della violenza, scendete in piazza pacificamente perché la non violenza è uno strumento rivoluzionario che disarma le menti e impedisce a chi ha una strategia di criminalizzare il dissenso e mettervi all’angolo”.