BRASILIA – Il Partito dei lavoratori brasiliano (Pt, di sinistra) ha annunciato ufficialmente a San Paolo la candidatura del presidente Luiz Inácio Lula da Silva per la rielezione alle presidenziali del prossimo 4 ottobre.
Lula, di 80 anni, si candida per il suo quarto mandato. “Se vinco questa (elezione), saranno quattro Coppe del mondo. Non avrò la possibilità di tentare la quinta”, ha esordito l’ex sindacalista facendo un paragone con i Mondiali di calcio, in cui il Brasile ha finora vinto cinque volte.
“Ho deciso che, dopo aver consegnato il Brasile in modo impeccabile al popolo brasiliano, andremo in vacanza per trascorrere altri 20 anni insieme”, ha poi dichiarato Lula rivolgendosi alla moglie Janja, presente insieme a lui sul palco della convention del Pt. Dopo aver governato per due mandati consecutivi nel 2002 e nel 2006, il leader progressista vinse le elezioni di misura contro Jair Bolsonaro nel 2022 e ora punta a restare in carica altri quattro anni.
Lula si candidò già nel 1989, 1994 e 1998, venendo sconfitto. Alle elezioni di quest’anno riproporrà come suo vice la candidatura dell’attuale vicepresidente, Geraldo Alckmin.
Il suo avversario alle prossime elezioni, il candidato della destra Flávio Bolsonaro, ha affermato che Lula da Silva, se rieletto a ottobre, instaurerà “una dittatura” in Brasile.
“Il Brasile non vive in una democrazia da tempo ormai e questo progetto dittatoriale di Lula non prospererà, perché ce ne libereremo a ottobre. Io, insieme a voi, lo rimuoveremo”, ha detto il senatore durante un congresso del suo Partito liberale (Pl, di destra) nello Stato di Santa Catarina. Il suo discorso è avvenuto in concomitanza con il lancio ufficiale della candidatura di Lula a San Paolo.
Il figlio maggiore dell’ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro è secondo in tutti i sondaggi recenti, che vedono invece Lula in testa nelle intenzioni di voto in vista di una corsa polarizzata. L’elezione, secondo le rilevazioni, si deciderà probabilmente al ballottaggio.
Nel frattempo, il presidente ultraliberale argentino Javier Milei ha rinnovato le sue accuse contro Lula da Silva, definendolo “ladro” e “corrotto”, dichiarazioni che hanno già scatenato una crisi diplomatica bilaterale la scorsa settimana.
“È un ladro, è corrotto, è stato condannato per furto e corruzione, è stato in prigione, quindi è vero che possiamo parlare di lui come di un carcerato”, ha detto Milei in un’intervista al canale Ln+.
I commenti di Milei dello scorso fine settimana su Lula, che aveva già definito “carcerato” e “ladro” durante un comizio a sostegno della candidatura presidenziale brasiliana di Flávio Bolsonaro, hanno innescato una crisi diplomatica tra i due Paesi. Brasilia ha richiamato il proprio ambasciatore in Argentina per consultazioni e ha convocato l’ambasciatore argentino per esprimere la propria “riprovazione”.
Nei giorni successivi l’Argentina ha cercato di minimizzare l’incidente diplomatico, sostenendo che le divergenze tra i due leader fossero “di natura ideologica e politica”. Il ministro degli Esteri argentino Pablo Quirno ha ribadito questo concetto, sottolineando che, dal punto di vista dell’Argentina, “non c’è assolutamente alcuna possibilità che la relazione (diplomatica) si interrompa”. Il Brasile è il principale partner commerciale dell’Argentina, subito dopo la Cina.