BUENOS AIRES - Il capo del governo della Città di Buenos Aires, Jorge Macri, ha firmato un decreto che introduce un criterio di priorità per i residenti nell’accesso ai servizi pubblici della capitale. La misura stabilisce che i “porteños” avranno precedenza rispetto ai cittadini della provincia di Buenos Aires e agli stranieri nell’utilizzo delle prestazioni offerte dall’amministrazione cittadina.

Secondo quanto precisato dal governo della città, la misura non esclude nessuno dai servizi pubblici: l’accesso resta universale, ma viene introdotto un ordine di priorità. In particolare, i residenti avranno preferenza nell’assegnazione di turni, pratiche e prestazioni, mentre gli altri utenti potranno accedere in base alla disponibilità. Restano escluse da qualsiasi limitazione le situazioni di emergenza, in cui l’assistenza continua a essere immediata per tutti.

Il criterio della cosiddetta “Prioridad Porteña” era già stato introdotto nel sistema sanitario pubblico, con l’obiettivo di organizzare meglio la domanda e garantire una maggiore efficienza. Il governo cittadino sottolinea che il sistema continuerà a essere pubblico, gratuito e universale, ma con priorità per chi vive e contribuisce fiscalmente nella città. Negli ultimi anni, infatti, l’elevata affluenza di utenti provenienti da altre giurisdizioni ha aumentato la pressione sui servizi, spingendo l’amministrazione a ridefinire i criteri di accesso.

Alla base del provvedimento c’è l’intento di ordinare la domanda e garantire un uso più equo delle risorse pubbliche. Il governo della città sostiene che per lungo tempo i servizi di CABA hanno assorbito una domanda crescente senza regole chiare, spesso proveniente dall’esterno. Con il decreto, l’esecutivo punta quindi a dare priorità a chi finanzia il sistema attraverso le tasse locali, senza però interrompere il principio di accesso universale.

La decisione si inserisce in un contesto di tensione tra la Città di Buenos Aires e la provincia, soprattutto sul tema della gestione dei servizi pubblici e sanitari. Il provvedimento rappresenta un cambio di approccio nella gestione delle risorse urbane: da un modello completamente aperto a uno che introduce criteri di priorità territoriale, pur mantenendo l’accesso garantito a tutti i cittadini.