ALICE SPRINGS – Gruppi ambientalisti, amministratori locali e rappresentanti politici chiedono un’azione più incisiva contro la buffel grass, ritenuta una minaccia crescente per gli ecosistemi e la sicurezza delle comunità dell’Australia centrale.
L’Invasive Species Council sostiene che la gestione della specie sia stata finora insufficiente e chiede un’inchiesta federale, oltre alla classificazione della buffel grass tra le infestanti di rilevanza nazionale.
Secondo la portavoce Taigen Ryan, le forti piogge hanno provocato una rapida espansione della pianta in vaste aree del Red Centre. Il timore è che, con l’essiccazione della vegetazione, l’enorme quantità di materiale combustibile possa alimentare incendi particolarmente intensi.
La buffel grass fu introdotta in Australia all’inizio del secolo scorso come foraggio e rimane fondamentale per molti allevatori, soprattutto nei periodi di siccità.
Il governo del Northern Territory ha proposto un’esenzione di dieci anni per i produttori agricoli nell’ambito di una bozza di piano per il controllo della specie, mentre la decisione sulla sua eventuale classificazione nazionale è stata rinviata a dicembre.
Ryan sostiene che la pianta soddisfi tutti i criteri per essere riconosciuta come infestante di rilevanza nazionale.
Secondo l’Invasive Species Council, questa particolare erba può bruciare a temperature fino a 300 gradi superiori rispetto alle erbe native, danneggiando profondamente gli alberi e mettendo a rischio gli habitat nei quali molti animali cercano riparo durante gli incendi.
Il fuoco contribuisce inoltre alla sua ulteriore diffusione, spesso a scapito della vegetazione autoctona.
La sindaca di Alice Springs Asta Hill ha affermato che il consiglio locale sta cercando di limitarne l’espansione nel territorio urbano, ma che il costo degli interventi supera quanto possa essere ragionevolmente sostenuto dai contribuenti locali.
Anche il deputato Laburista del Northern Territory Chansey Paech ha definito la buffel grass una minaccia crescente per la sicurezza delle comunità dell’Australia centrale, soprattutto in un clima che si avvia a diventare più caldo e secco.
La specie è stata dichiarata infestante nel Northern Territory nel 2024 e il governo territoriale stanzia 750mila dollari l’anno alla sua gestione.
Le tecniche attuali prevedono l’estirpazione manuale o l’impiego di prodotti chimici, metodi però lenti e costosi di fronte a infestazioni estese per migliaia di chilometri.