ANKARA - “Chi insulta i nostri valori sacri non si aspetti il sostegno turco per entrare nella Nato”, ha tuonato martedì il presidente Recep Tayyip Erdogan, dopo che sabato scorso, durante una manifestazione di protesta davanti all’Ambasciata di Ankara a Stoccolma, alcuni dimostranti hanno bruciato un Corano.
Fonti diplomatiche di Ankara hanno pertanto fatto sapere che il negoziato tra Turchia, Svezia e Finlandia sull’adesione alla Nato, “su nostra richiesta è stato cancellato a tempo indeterminato”.
Non ci sarà dunque il prossimo incontro che si sarebbe dovuto tenere a Bruxelles a febbraio e sul quale in molti all’interno della Nato puntavano per accelerare il processo di integrazione delle due nazioni scandinave, tradizionalmente neutrali rispetto ai blocchi occidentale e russo.
Dietro alla netta presa di posizione di Ankara contro Stoccolma, c’è però soprattutto la questione dei rifugiati curdi in Svezia, alcuni dei quali sono considerati terroristi dalla Turchia, che ha chiesto la loro consegna alle autorità di Stoccolma come condizione preliminare al via libera all’adesione nella Nato. La Svezia si è tuttavia rifiutata di ottemperare alla condizione posta da Ankara, scatenando le ire di Erdogan.