MAR DEL PLATA – Caffè Macchiato, il format dedicato al Risorgimento ideato da Irma Rizzuti, va in tournée a Mar del Plata. “Seguiamo una tradizione argentina legata alla villeggiatura – dice Irma –. D’estate, molte compagnie teatrali da Buenos Aires si spostano a teatri di località costiere, per approfittare della presenza di turisti”.
L’appuntamento è sabato 24 gennaio, alle 19, nella sede della Federación de sociedades italianas de Mar del Plata y zona (La Rioja 2043), in pieno centro. L’ingresso è gratuito.
Il tema del Risorgimento sarà affrontato sotto diverse angolature: danza, dialetti, letteratura, arte, opera lirica, storia delle donne…
María Teresa Straface parlerà dell’Italia pre-risorgimentale, di quella divisione tra imperi e staterelli post Congresso di Vienna, da cui sorgerà lo spirito unitario. Fabián Palermo, architetto e unico uomo del gruppo, offrirà un excursus sull’arte e l’architettura dell’epoca. Marina Artese, docente di letteratura, ha preparato una piccola lezione sulla poesia e i romanzi dell’epoca risorgimentale. Sarà invece un omaggio alle donne del Risorgimento, in particolare Anita Garibaldi, l’intervento di Liliana Brusca.
Mariel Pitton Straface, ballerina e coreografa, nonché traduttrice pubblica e docente di italiano, racconterà le danze dell’epoca, ma anche i dialetti parlati in Italia nel XIX secolo, che spesso impedivano alle persone di zone diverse di capirsi e comunicare. “Fatta l’Italia, bisogna fare gli italiani”, è una celebre citazione attribuita a Massimo D’Azeglio, all’indomani dell’Unità, nel 1861, che illustra la situazione, culturale e linguista del Paese, appena unificato sotto la corona dei Savoia.

Il flyer dell’iniziativa.
Infine, la musica, che ha avuto un ruolo molto importante nella diffusione degli ideali risorgimentali. Il Nabucco di Giuseppe Verdi, ambientato durante la “cattività babilonese” degli ebrei, è in realtà è una metafora dell’Italia smembrata e occupata (al Nord) dagli austriaci. Tanto che “Viva Verdi” (acronimo di Vittorio Emanuele re d’Italia) era un escamotage dei patrioti per aggirare la censura.
Victoria Cicchitti e Romina Strozza parleranno proprio di opera lirica e Liliana Scarcella dell’inno italiano, il cui testo fu scritto da Goffredo Mameli (morto, appena 22enne, nel 1849, per una ferita infettata, mentre combatteva per la Repubblica di Roma), su musica di Michele Novaro.
La squadra si completa con Enrica Coccimiglio, che si occuperà dei video, e Cristina Borruto, presentatrice della serata.
Nel frattempo Irma Rizzuti sta preparando nuove iniziative. Innanzitutto, la Liga de las mujeres calabresas, di cui è presidente, si è trasformata Lega delle donne italiane. “Ci ha contagiato la spirito unitario risorgementale – scherza –. In realtà abbiamo pensato di aprirci per accogliere più donne, persone che, pur non avendo origine calabrese, possono offrire contributi interessanti”.
Per la seconda metà del 2026, inoltre, sarà pronto un nuovo format, dedicato alla nostalgia italiana nel tango, di cui Irma è cantante e cultrice appassionata.