CANBERRA - Il primo ministro Anthony Albanese difende la campagna pubblicitaria da 20 milioni di dollari lanciata per invitare gli australiani a ridurre il consumo di carburante, respingendo le accuse di spreco in piena crisi energetica.

L’iniziativa prende il via mentre il governo intensifica gli sforzi diplomatici per garantire le forniture dall’Asia.

La campagna, finanziata con fondi pubblici, incoraggia comportamenti più efficienti alla guida e suggerisce, dove possibile, di limitare l’uso dell’auto. L’obiettivo è contenere la domanda interna in un contesto segnato da forti tensioni sui mercati globali del petrolio.

Albanese sostiene che si tratti di un intervento necessario. Secondo il primo ministro, fornire indicazioni pratiche ai cittadini è parte della gestione della crisi. L’intento è mantenere attiva l’economia evitando sprechi, in una fase in cui le forniture restano esposte a rischi esterni.

L’opposizione contesta la misura, definendola inutile. Il portavoce James Paterson ha criticato l’idea di spendere risorse pubbliche per suggerire comportamenti che, a suo avviso, i cittadini adottano già spontaneamente di fronte all’aumento dei prezzi. Il nodo politico è l’efficacia reale della campagna rispetto al costo sostenuto.

Anche dal mondo accademico pervengono perplessità. Il professore Peter Newman, esperto di sostenibilità, osserva che iniziative simili in passato hanno prodotto risultati limitati. Secondo questa lettura, il problema strutturale richiederebbe interventi più profondi, come un’accelerazione verso i trasporti elettrificati.

Il dibattito si inserisce in un quadro più ampio di strategie divergenti sulla sicurezza energetica. Da un lato, misure immediate per gestire la domanda; dall’altro, proposte di lungo periodo per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.

Parallelamente, Albanese si prepara a una missione diplomatica di quattro giorni nel Brunei e in Malesia, due partner centrali nelle catene di approvvigionamento australiane. I colloqui punteranno a garantire continuità nelle forniture di petrolio e gasolio.

Il Brunei copre circa il nove per cento delle importazioni di gasolio australiane, mentre la Malesia rappresenta uno dei principali fornitori regionali. Il viaggio segue una recente visita a Singapore, altro snodo chiave per il mercato energetico.

Il governo insiste sulla necessità di cooperazione regionale per affrontare una crisi che ha dimensioni globali. In un contesto instabile, la combinazione tra gestione interna della domanda e rafforzamento dei rapporti internazionali resta la linea scelta da Canberra.