CANBERRA - Il leader dei Nazionali Matt Canavan presenterà una visione economica improntata a un’espansione accelerata del Paese, definita “hyper Australia” o, nelle sue parole, “Australia on steroids”.
Nel suo primo intervento al National Press Club da leader, il senatore delineerà una strategia che punta su industria, infrastrutture e revisione delle politiche energetiche e migratorie.
Al centro della proposta c’è l’idea di un Paese che produca di più e cresca più rapidamente: più fabbriche, più dighe, più città, più abitazioni e un aumento della popolazione. Canavan sosterrà che gli australiani stanno vivendo un calo del tenore di vita, attribuito a costi energetici elevati, globalizzazione e scelte politiche degli ultimi anni.
Il discorso includerà un attacco diretto al primo ministro Anthony Albanese, accusato di affidarsi a una linea economica ritenuta inefficace e di puntare eccessivamente sulla transizione energetica. Canavan contesterà l’idea che incentivi su batterie e idrogeno possano risolvere i problemi strutturali dell’economia.
La proposta, definita “Patriot Agenda for an Australian Economic Revival”, si articola in cinque direttrici principali. La prima è una “rinascita manifatturiera” attraverso misure di protezione per le industrie nazionali dalla concorrenza estera. La seconda riguarda una stretta sulla migrazione, con l’obiettivo dichiarato di ridurre la pressione su infrastrutture e mercato immobiliare.
Un terzo pilastro è l’energia: Canavan propone di abbandonare gli obiettivi net zero e di investire in tutte le fonti disponibili per ridurre i costi. A questo si affianca un programma di grandi opere pubbliche, con la costruzione di dighe, strade, ferrovie, porti e infrastrutture spaziali.
Infine, il piano prevede lo sviluppo di nuove città, pensate per offrire alternative abitative più accessibili e servizi comparabili a quelli delle grandi metropoli. L’obiettivo è ridistribuire la crescita e alleggerire la pressione sui centri urbani esistenti.
Il messaggio politico è chiaro: spostare il baricentro verso una maggiore autosufficienza economica e un ruolo più attivo dello Stato nella protezione e nello sviluppo dell’industria nazionale.
La proposta di Canavan si inserisce in un contesto di crescente confronto sulle priorità economiche del Paese, con posizioni divergenti su energia, commercio e demografia. Il suo intervento punta a ridefinire il perimetro del dibattito, offrendo una linea alternativa rispetto all’attuale impostazione del governo.