CANBERRA - Il governo federale traccia una linea sull’espansione dei data centre in Australia, fissando nuove aspettative su consumo energetico e uso dell’acqua in un settore in rapida crescita trainato dall’intelligenza artificiale.
Le linee guida nazionali, attese da tempo, non hanno valore vincolante ma influenzeranno in modo diretto le valutazioni regolatorie: i progetti che rispetteranno i criteri avranno priorità nei processi di approvazione. L’obiettivo è conciliare investimenti e impatto ambientale, in un contesto di forte pressione sulle infrastrutture energetiche.
L’Australia ha oggi il secondo volume di progetti di costruzione di data centre al mondo, dopo gli Stati Uniti, con capitali in aumento per sostenere la domanda di calcolo legata all’IA. Il governo riconosce i benefici economici e occupazionali, ma segnala anche i rischi legati ai consumi.
Al momento i data centre assorbono circa il 2% dell’elettricità della rete, quota destinata a triplicare entro il 2030. Per questo, le nuove aspettative prevedono che gli operatori contribuiscano direttamente alla produzione di energia pulita o a sistemi di accumulo, riducendo la domanda sulla rete nazionale. Sarà inoltre richiesto di coprire integralmente i costi di connessione e di contribuire alla stabilità del sistema.
Il ministro dell’Energia Chris Bowen ha sottolineato la necessità di bilanciare crescita e sicurezza. “I data centre possono sostenere la rete e favorire nuovi investimenti nelle rinnovabili”, ha dichiarato.
Accanto all’energia, anche l’acqua per il raffreddamento dei sistemi diventa un fattore centrale. Le linee guida incoraggiano l’uso di risorse non potabili e sistemi di riciclo, per limitare l’impatto sulle riserve idriche locali, soprattutto nelle aree già sotto pressione.
Il governo punta anche su altri criteri per orientare il settore. I progetti che investiranno nella formazione dei lavoratori e offriranno capacità di calcolo accessibile a startup e ricerca potranno ottenere un trattamento preferenziale.
Secondo l’assistente ministro Andrew Charlton, queste aspettative sono necessarie per mantenere la fiducia delle comunità. “Faremo il necessario per garantire che la crescita dell’intelligenza artificiale sia sostenibile e accettata”, ha affermato.
Il lavoro di implementazione è in corso con Stati, Territori e industria. Tuttavia, l’opposizione critica l’approccio del governo, sostenendo che processi troppo lenti e costi energetici elevati rischiano di spingere gli investimenti altrove.
Il portavoce Andrew Hastie propone di sfruttare fonti fossili e nucleari per alimentare il settore. Il dibattito resta aperto, mentre l’Australia cerca di definire il proprio ruolo nella corsa globale all’infrastruttura digitale.