CANBERRA - Il governo australiano ha invitato i propri cittadini a valutare la partenza da Israele e Libano e ha offerto l’evacuazione volontaria ai familiari di diplomatici e funzionari presenti in diverse sedi del Medio Oriente.
La decisione viene presa mentre aumenta la tensione regionale per la possibilità di attacchi statunitensi contro l’Iran.
Il Dipartimento degli Esteri e del Commercio (DFAT) ha annunciato sui social la possibilità di “voluntary departures” per il personale in Israele, Libano, Giordania, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. “Continuiamo a raccomandare un elevato grado di cautela in queste destinazioni”, ha dichiarato il DFAT. “La situazione di sicurezza in Medio Oriente è imprevedibile. Le tensioni restano alte e permane il rischio di un conflitto militare”.
Per Israele e Libano l’avviso è più diretto: gli australiani sono invitati a “considerare di lasciare il Paese finché sono disponibili opzioni commerciali”. Canberra ha inoltre ribadito di non viaggiare in Iran e ha chiesto a chi si trova già lì di partire “il prima possibile”.
Le misure seguono le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, che nel suo discorso sullo Stato dell’Unione ha ribadito di non voler permettere a Teheran di dotarsi di armi nucleari. “Preferisco risolvere il problema con la diplomazia”, ha affermato, ma ha aggiunto che gli Stati Uniti non accetteranno che l’Iran diventi una potenza atomica.
Nelle ultime settimane si è registrato il più ampio dispiegamento militare americano nella regione dalla guerra in Iraq. La portaerei USS Gerald R Ford è stata avvistata nel Mediterraneo orientale, mentre un secondo gruppo navale guidato dalla USS Abraham Lincoln è già nel Mare Arabico. Decine di velivoli sono stati schierati in basi come Al Udeid, in Qatar.
Un eventuale intervento contro l’Iran comporterebbe il rischio di un conflitto più ampio. Teheran ha promesso una risposta “feroce” a qualsiasi attacco, minacciando basi statunitensi e alleati regionali. Arabia Saudita ed Emirati hanno dichiarato che non consentiranno l’uso del proprio spazio aereo per operazioni offensive, ma potrebbero essere coinvolti in un’escalation.
Per l’Australia, la priorità resta la sicurezza dei propri cittadini. Con possibili chiusure dello spazio aereo e interruzioni dei voli, il governo punta a ridurre l’esposizione al rischio in una fase di forte incertezza geopolitica.