CANBERRA - Il Parlamento federale torna a riunirsi in anticipo oggi per rendere omaggio alle vittime dell’attentato terroristico di Bondi e affrontare uno dei passaggi legislativi più delicati dell’anno.

La seduta straordinaria si aprirà con una mozione di cordoglio per le 15 persone uccise il 14 dicembre durante un evento della comunità ebraica, prima che il confronto politico entri nel vivo sulle nuove leggi contro l’incitamento all’odio e sull’inasprimento delle norme sulle armi.

Il ritorno anticipato a Canberra avviene in un clima politico più fragile per il primo ministro Anthony Albanese. I primi sondaggi del 2026 mostrano un indebolimento della sua posizione personale dopo la strage. Il Newspoll pubblicato da The Australian segnala un calo di cinque punti nel gradimento del primo ministro, sceso al 42 per cento, mentre la leader dell’opposizione Sussan Ley sale al 28 per cento. Sul fronte delle intenzioni di voto, One Nation balza al 22 per cento, superando di poco la Coalizione, mentre il Partito laburista scende al 32 per cento e i Verdi al 12.

Un quadro simile emerge dal Resolve Political Monitor commissionato da Nine Newspapers, condotto dopo l’attacco di Bondi. Anche qui Albanese perde cinque punti, attestandosi al 35 per cento, con il Partito laburista in calo al 30 per cento. I dati riflettono un clima di incertezza e una crescente polarizzazione dell’elettorato.

Sul piano legislativo, il governo ha dovuto fare marcia indietro rispetto all’idea iniziale di un unico pacchetto che unisse le espressioni di odio e la riforma delle norme che tutelano il possesso di armi. Le forti resistenze trasversali hanno portato alla decisione di dividere il provvedimento in due testi distinti. La legge sulle armi, che sarà presentata insieme a quella sull’odio, servirà a dare attuazione al programma di riacquisto concordato con Stati e Territori dopo l’attentato.

La misura viene presentata mentre nuovi dati del Dipartimento degli Interni indicano un record di 4,1 milioni di armi da fuoco in Australia, un numero superiore a quello registrato all’epoca della strage di Port Arthur. Uno degli attentatori di Bondi era titolare di licenze per sei armi, nonostante precedenti attenzioni da parte delle agenzie di sicurezza concernenti le attività del figlio.

I due disegni di legge saranno presentati alla Camera domani mattina e rapidamente trasmessi al Senato. Con l’appoggio dei Verdi, il governo conta di far approvare le norme sulle armi. Più incerto l’esito delle misure sulle espressioni di odio, osteggiate dai Verdi per i possibili effetti sulle libertà politiche e guardate con cautela dalla Coalizione per l’impatto sulla libertà di espressione. Un dibattito che rischia di protrarsi fino a notte fonda, all’ombra di un lutto ancora vivo.