CANBERRA - L’Australia è pronta ad appoggiare una legge britannica per rimuovere Andrew Mountbatten-Windsor dalla linea di successione.

Il primo ministro Anthony Albanese ha scritto al suo omologo Keir Starmer per confermare che il governo australiano sosterrà qualsiasi proposta in tal senso.

Andrew ha cessato gli incarichi ufficiali nel 2019 ed è stato privato dei titoli reali da re Carlo III nel 2025 per i suoi legami con Jeffrey Epstein. Nonostante ciò, resta ottavo nella linea di successione al trono. La questione è tornata al centro dell’attenzione dopo il suo recente arresto nel Regno Unito con l’accusa di grave illecito nell’esercizio di pubbliche funzioni, seguito da rilascio in attesa di ulteriori sviluppi investigativi.

Il quadro giuridico è complesso. Qualsiasi modifica alla linea di successione richiede l’approvazione di tutti i Paesi in cui Carlo III è capo di Stato, inclusa l’Australia. “Alla luce degli eventi recenti, il mio governo concorderebbe con qualsiasi proposta di rimuoverlo dalla linea di successione - ha scritto Albanese -. La legge deve fare il suo corso con un’indagine piena, equa e approfondita. Si tratta di accuse gravi che gli australiani prendono seriamente.”

Secondo fonti britanniche, almeno nove forze di polizia stanno esaminando o hanno avviato indagini su accuse legate ai rapporti tra Andrew ed Epstein, inclusa l’ipotesi di condivisione di informazioni sensibili quando ricopriva il ruolo di inviato commerciale.

Albanese è il primo leader di un reame del Commonwealth a dichiarare apertamente il sostegno a una modifica legislativa. In Australia il tema aveva già suscitato reazioni politiche dopo la pubblicazione del libro di memorie di Virginia Roberts Giuffre, che aveva denunciato di essere stata vittima di un traffico umano e abusata quando aveva 17 anni. Andrew ha sempre negato le accuse e nel 2022 aveva raggiunto un accordo extragiudiziale.

L’eventuale rimozione avrebbe anche effetti pratici: eliminerebbe Andrew dal gruppo dei counsellors of state, chiamati a sostituire temporaneamente il sovrano. Dal 2022 la normativa è stata modificata per ampliare la platea, riducendo il rischio che Andrew potesse assumere funzioni ufficiali.

Resta da vedere se Londra procederà con la riforma. Un recente sondaggio YouGov indica che solo il 3% dei britannici esprime un giudizio positivo su Andrew, il dato più basso mai registrato.