CANBERRA - L’Australia potrebbe essere chiamata a contribuire alla sicurezza delle rotte energetiche nel Golfo Persico mentre aumentano le tensioni militari nella regione.
Il governo federale ha confermato di aver ricevuto richieste di assistenza da parte di Paesi alleati colpiti dagli attacchi iraniani.
Il ministro degli Esteri Penny Wong ha dichiarato che Canberra sta valutando le richieste ma ha escluso l’invio di truppe per operazioni terrestri. “È prevedibile che ci sia stato chiesto aiuto e valuteremo con attenzione le richieste - ha detto la senatrice Wong -. Se verrà presa una decisione, informeremo con trasparenza gli australiani”.
Le richieste di cooperazione sono pervenute dopo una serie di attacchi iraniani contro Stati del Golfo, tra cui Emirati Arabi Uniti, Qatar e Bahrain. Le operazioni sono state lanciate in risposta ai raid guidati da Stati Uniti e Israele che hanno colpito obiettivi iraniani e ucciso l’ayatollah Ali Khamenei.
Secondo diversi analisti, il contributo australiano potrebbe concentrarsi su missioni di difesa aerea e sulla protezione delle infrastrutture strategiche della regione.
Jennifer Parker, esperta del National Security College dell’Australian National University, ha spiegato che le forze australiane potrebbero essere coinvolte nel rilevamento e nell’intercettazione di missili e droni. “È probabile che l’Australia venga chiamata ad aiutare nel rilevare e contrastare minacce aeree”, ha affermato.
Un’altra opzione sarebbe il dispiegamento di caccia militari per rafforzare la difesa dei Paesi del Golfo. Secondo Parker, questo tipo di contributo potrebbe risultare uno dei più efficaci dal punto di vista operativo, purché venga chiarito il carattere difensivo della missione.
Oltre alla difesa aerea, un ruolo possibile riguarda la sicurezza delle rotte marittime, in particolare nello Stretto di Hormuz. Questo passaggio marittimo è uno dei più importanti al mondo per il commercio energetico: circa un quinto del petrolio globale transita attraverso quel tratto di mare.
Negli ultimi giorni l’Iran ha limitato il traffico nello stretto in risposta agli attacchi subiti, provocando un aumento dei prezzi di petrolio, benzina e diesel sui mercati internazionali.
Secondo Parker, anche se l’Australia decidesse di inviare personale militare nella regione, il livello di rischio non cambierebbe in modo sostanziale. “L’Australia è già percepita come alleata degli Stati Uniti”, ha spiegato. “Per questo motivo l’Iran potrebbe considerare gli australiani obiettivi allo stesso modo di altri partner occidentali presenti nell’area”.
Il governo federale continua a valutare le opzioni mentre proseguono i contatti con gli alleati e con i partner regionali.