ADELAIDE - Louise Adler, direttrice dell’Adelaide Writers’ Week ha rassegnato le dimissioni dopo giorni di polemiche legate alla decisione di negare la partecipazione a Randa Abdel-Fattah, un’autrice palestinese-australiana, dal programma del festival.

La scelta, che ha innescato una reazione a catena di boicottaggi, ha prima messo in discussione il futuro stesso dell’evento, per poi arrivare alla decisione di cancellarlo, scelta che potrebbe coinvolgere il più ampio Adelaide Festival.

Adler ha spiegato che la decisione di escludere l’autrice non è stata sua, ma del consiglio del festival, e che è avvenuta nonostante la sua netta contrarietà. In una lettera aperta pubblicata sulla stampa internazionale, ha affermato di non poter accettare un ruolo che comporti il silenziamento di scrittori e scrittrici, sostenendo che la cultura debba restare uno spazio di confronto aperto anche nei momenti di maggiore tensione.

L’esclusione dell’autrice, motivata ufficialmente da ragioni di “sensibilità culturale” nel contesto del lutto nazionale seguito all’attentato terroristico di Bondi, ha provocato la reazione di oltre 180 ospiti invitati, che hanno deciso di ritirarsi dalla manifestazione. Tra questi figurano scrittori affermati, giornalisti e personalità pubbliche di primo piano, trasformando una scelta organizzativa in una crisi senza precedenti per la rassegna.

Il premier del South Australia Peter Malinauskas ha difeso la decisione del consiglio, richiamando precedenti dichiarazioni pubbliche e post sui social attribuiti a Abdel-Fattah. Secondo l’esecutivo statale, il contesto emotivo e le tensioni nella comunità avrebbero reso inopportuna la sua partecipazione. Una posizione che ha però alimentato ulteriormente il dibattito sul confine tra tutela della coesione sociale e limitazione della libertà artistica.

Nel frattempo, anche all’interno della governance del festival si sono registrate fratture profonde: diversi membri del consiglio di amministrazione si sono dimessi e la presidente ha lasciato l’incarico, segno di un dissenso interno che va oltre il singolo episodio.

L’autrice esclusa ha definito la decisione come una scelta mirata e non casuale, sostenendo che la sua identità e le sue posizioni politiche siano state considerate una provocazione emotiva. Ha aggiunto che i tentativi di controllare o zittire il dibattito culturale stanno incontrando una reazione compatta da parte del mondo creativo.

Il festival, la cui apertura era prevista per il 28 febbraio, con una decisione presa oggi pomeriggio è stato cancellato, mentre interrogativi aperti sul programma, sulla credibilità dell’evento e sul ruolo che la cultura può e deve svolgere in un clima politico sempre più polarizzato.