MILANO - Il gip di Milano Roberto Crepaldi ha convalidato il provvedimento con cui la scorsa settimana il pm Paolo Storari ha disposto in via d’urgenza il controllo giudiziario nei confronti di Foodinho, la società milanese di delivery del gruppo spagnolo Glovo, al centro di un’indagine per caporalato. La decisione riguarda la gestione dell’azienda, accusata di aver sfruttato migliaia di rider impiegati su tutto il territorio nazionale.
Secondo l’accusa sarebbero stati coinvolti circa 40 mila rider, “lavoratori formalmente autonomi in regime forfettario” ma “in realtà da considerarsi lavoratori dipendenti a pieno titolo”. Approfittando dello stato di bisogno, avrebbero percepito un reddito netto annuo sotto la soglia di povertà, in alcuni casi inferiore fino al 76,95% rispetto alla soglia stessa e fino all’81,62% rispetto ai livelli previsti dal contratto collettivo.
Nel provvedimento di convalida, il giudice chiarisce che l’amministratore giudiziario nominato per Foodinho non avrà “un compito di supplenza rispetto ad altre agenzie o poteri dello Stato rimasti inermi” né lo scopo di “adottare metodi che impongano alle imprese scelte organizzative con la forza propria del sistema penale”.
L’obiettivo è garantire, “con un metodo certamente meno invasivo rispetto al sequestro, con tutte le garanzie difensive proprie del processo penale e sotto la supervisione di un giudice”, il ripristino della legalità attraverso il monitoraggio delle scelte dell’imprenditore ritenuto responsabile delle violazioni.
L’amministratore dovrà affiancare l’azienda nella gestione per sanare le presunte irregolarità, nel rispetto del “giusto equilibrio tra le esigenze di redditività e l’equità delle retribuzioni”. Il diritto a una “retribuzione sufficiente”, sottolinea il gip, va contemperato “con altri interessi, quale la libertà dell’iniziativa privata”, anche per evitare ricadute occupazionali.