MILANO - Il pm Paolo Storari ha disposto il controllo giudiziario per caporalato nei confronti di Foodinho, la società di delivery che opera in Italia per il gruppo spagnolo Glovo.
La misura riguarda il presunto sfruttamento dei rider, circa 40mila in tutta Italia, ai quali sarebbero state corrisposte retribuzioni considerate insufficienti a garantire condizioni di vita dignitose. Secondo gli accertamenti, condotti dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro, i compensi sarebbero stati in molti casi “sotto la soglia di povertà”.
Il controllo giudiziario prevede la nomina di un amministratore giudiziario per la società, e sul provvedimento dovrà ora esprimersi un giudice per le indagini preliminari, chiamato a valutare la conferma della misura adottata in via d’urgenza dalla Procura.
Nell’inchiesta è indagato anche Oscar Pierre, cittadino spagnolo e amministratore unico di Foodinho, oltre alla società.
Nel decreto firmato dal pm Storari si legge che l’amministratore “impiegava manodopera in condizioni di sfruttamento e approfittando dello stato di bisogno dei lavoratori”.
Secondo l’accusa, ai rider attivi sul territorio milanese e nazionale, circa 2.000 solo a Milano e 40.000 in Italia, veniva corrisposta “una retribuzione in alcuni casi inferiore fino al 76,95% rispetto alla soglia di povertà e inferiore fino al 81,62% rispetto alla contrattazione collettiva”. Somme che, sempre secondo il decreto, non garantivano ai lavoratori “una esistenza libera e dignitosa”.
Le retribuzioni contestate sarebbero inoltre risultate “difformi” rispetto ai contratti collettivi sottoscritti dalle organizzazioni sindacali.
L’indagine si inserisce nel filone di accertamenti avviati negli ultimi anni dalla Procura di Milano sullo sfruttamento del lavoro, che hanno già coinvolto grandi gruppi della logistica e della distribuzione. Ora la decisione finale sul controllo giudiziario spetta al gip, che dovrà valutare la fondatezza delle contestazioni mosse dall’accusa.