Guanciale, uovo, pecorino romano e pepe nero quattro ingredienti per una pasta, la carbonara, famosa e replicata ovunque. Il piatto di pasta, simbolo della tradizione culinaria, nato povero, certamente semplice e dal gusto ben definito ha addirittura un giorno dedicato, il Carbonara Day, che si celebra il 6 aprile. Una, nessuna e centomila carbonare: migliaia di interpretazioni la confermano come la ricetta più amata, personalizzata,  i puristi direbbero “profanata” e discussa, una vera e propria regina sempre al centro dell’attenzione. E’ recente la polemica innescata dal Financial Times sulla paternità del piatto (americana secondo lo studioso Alberto Grandi) finita sulle prime pagine di tutto il mondo. Ma se sulla paternità ci si può accanire, è indubbio che la pasta alla carbonara sia uno dei piatti classici della tradizione romana (con cacio e pepe e amatriciana). Proprio le varianti questo primo piatto sono testimonianza della popolarità. C’è chi è fedele all’originale, chi propone variazioni sul tema e chi la stravolge con versioni irriconoscibili, come la Carbonara al pomodoro del New York Times che, di nuovo, ha fatto infuriare la rete.

Per stabilire se in rete sono più diffuse le carbonare “rivisitate” o l’originale, i pastai di Unione Italiana Food hanno commissionato il primo censimento della carbonara nel mondo, analizzando sul web i trend più virali delle carbonare reinterpretate. Nel 36% dei casi si tratta di ricette “sbagliate”, che è addirittura un po’ azzardato chiamare carbonara (e che vivono prettamente all’estero). Il 61% delle preparazioni restano fedeli alla purista o aggiungono ingredienti e variazioni sul tema accettabili (4%). È negli Stati Uniti e nel Regno Unito che crescono le ricerche più strane. Guardando a casa nostra, sette italiani su 10 conoscono gli ingredienti necessari, considerando come imprescindibili guanciale (e, con una discreta tolleranza, pancetta), uova, pecorino o parmigiano e pepe. E se sei italiani su 10 rispettano l’utilizzo degli ingredienti giusti, anche in casa nostra non manca un certo estro interpretativo: un italiano su cinque (soprattutto uomini) si avventura nelle “diversamente carbonare” con un ingrediente fuori dagli schemi.

Come tutti i grandi classici della nostra cucina, la ricetta è stata rielaborata e utilizzata non solo in ambito pasta ma in generale in altri formai, come arancino o frittata di pasta. Ormai insomma ci sono anche i piatti “alla carbonara” diventati popolari. Ecco una classifica: Supplì alla carbonara, Carbonara Burger, Frittatina di pasta alla carbonara, Arancino alla carbonara, Tonnarello alla carbonara. E il tipo di pasta? Il formato che viene associato immediatamente alla pasta alla carbonara sono gli spaghetti, ma una valida soluzione è rappresentata dai tonnarelli. In alternativa alla pasta lunga, ammessi anche mezze maniche e rigatoni che, grazie ai bordi dentellati, permettono di trattenere la gustosa crema. A prescindere dalla propria versione preferita, la croccantezza del guanciale, la cremosità dell’uovo, la sapidità del pecorino romano e la nota speziata del pepe nero posizionano la carbonara sul podio delle pasta più ordinate, insieme all’amatriciana e l’intramontabile lasagna.Le varianti preferite? Il supplì, seguito dagli arancini, dalle più classiche mezze maniche alla carbonara, ma anche dalla versione in panino o pinsa.