ROMA - Restano monitorati gli aeroporti italiani per possibili criticità nelle forniture di carburante, in un contesto internazionale segnato dalle tensioni in Medio Oriente.
Per domani è previsto a Bruxelles un nuovo incontro del gruppo Ue di coordinamento sul petrolio, con la partecipazione anche delle compagnie aeree, per valutare eventuali carenze e definire misure condivise.
Il presidente dell’Enac, Pierluigi Di Palma, ha ridimensionato l’allarme, spiegando che le limitazioni registrate in alcuni scali sono legate soprattutto al traffico intenso del periodo pasquale, non al blocco dello Stretto. “È una situazione contingente e marginale, da cui si è prodotto un effetto domino e mediatico tra piccoli scali”, ha dichiarato, sottolineando che non esistono avvisi di navigazione (Notam) per i principali hub come Fiumicino e Malpensa.
L’impatto della crisi è al momento considerato limitato, ma lo scenario potrebbe cambiare verso fine maggio e giugno, in vista dell’aumento dei flussi estivi. Ryanair ha avvertito che, se la chiusura dovesse protrarsi fino a quel periodo, “non possiamo escludere rischi per le forniture di carburante in alcuni aeroporti europei”.
Aeroporti di Puglia ha spiegato che a Brindisi “la situazione è regolare, il carburante c’è, oggi arriveranno sette autocisterne”, e l’amministratore unico del Sistema Aeroportuale Calabrese, Marco Franchini, ha dichiarato che per gli scali della sua regione “non c’è nessun problema”, precisando che la limitazione a 3.000 litri a Reggio Calabria è stata una “tutela per limitare il rifornimento da parte di vettori che venivano a Reggio per incrementarlo”. Nessuna criticità è stata segnalata anche negli aeroporti di Palermo e Trieste.
Sul fronte politico, le opposizioni chiedono comunque al governo di riferire in Parlamento sulla carenza di carburanti. Pd e M5s hanno presentato richieste per informare l’Aula, mentre la situazione resta sotto controllo seppur momentaneamente alleviata dalla tregua di due settimane stipulata tra Washington e Teheran.