CANBERRA - Il governo federale si prepara a immettere carburante dalle riserve strategiche per far fronte alle carenze registrate in diverse aree del Paese, soprattutto nelle regioni rurali, mentre la guerra in Medio Oriente continua a mettere sotto pressione i mercati energetici.

Secondo fonti vicine ai negoziati, il ministro dell’Energia Chris Bowen ha raggiunto un accordo con le principali compagnie petrolifere per rilasciare ulteriori volumi di benzina e nafta. Le forniture dovrebbero iniziare a breve e puntano a stabilizzare la situazione nelle zone più colpite dalle interruzioni.

L’intesa è stata discussa durante un incontro convocato dal ministro dei Trasporti Catherine King e arriva alla vigilia della riunione del Consiglio intergovernativo, previsto per oggi, tra il primo ministro Anthony Albanese e i leader di Stati e Territori.

Il vertice sarà incentrato sull’impatto della crisi internazionale sui prezzi e sulla disponibilità di carburante. I premier statali chiedono interventi più rapidi e un piano chiaro nel caso in cui il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran si prolunghi.

Albanese ha anticipato l’intenzione di nominare una figura di coordinamento nazionale, una sorta di referente unico per la gestione dell’emergenza. “Chiederò ai premier di indicare una persona di riferimento, così da rafforzare il coordinamento con il Commonwealth”, ha dichiarato durante una visita in Tasmania.

Il premier del New South Wales Chris Minns ha sottolineato la necessità di una strategia nazionale, con particolare attenzione alla disponibilità di nafta, essenziale per trasporti e agricoltura. Anche altri Stati, come il Western Australia, hanno espresso preoccupazione per i tempi necessari a rendere disponibili le riserve.

Oltre al rilascio di una settimana di scorte, il governo ha temporaneamente allentato alcuni standard qualitativi per aumentare l’offerta di carburante sul mercato. Tuttavia, Canberra mantiene cautela sulle prossime mosse.

Il ministro del Tesoro Jim Chalmers ha indicato che ulteriori interventi sono allo studio, in collaborazione con partner internazionali, per proteggere i settori più esposti come trasporti, siti minerari e agricoltura.

Intanto il settore della logistica segnala un aumento dei costi operativi legato al prezzo della nafta, con il rischio che questi rincari si trasferiscano rapidamente sui consumatori. L’Australian Trucking Association ha chiesto misure straordinarie, tra cui aiuti diretti e una riduzione delle tasse sull’uso delle arterie stradali.

La crisi del carburante, alimentata dalle tensioni geopolitiche, si sta quindi trasformando in un banco di prova per la capacità di risposta coordinata del sistema federale australiano.