CANBERRA - Il primo ministro Anthony Albanese intensifica i contatti con i partner internazionali per rafforzare le forniture di carburante, in un momento in cui la guerra in Medio Oriente sta creando forti tensioni sulle catene globali.

Secondo il governo, il rischio principale non è un’interruzione immediata delle scorte, ma la competizione crescente tra paesi per assicurarsi petrolio e prodotti raffinati. L’Australia, che importa gran parte del proprio fabbisogno da Corea del Sud e Singapore, resta esposta agli effetti indiretti delle difficoltà nella regione del Golfo.

Albanese è impegnato in una serie di colloqui con leader asiatici per garantire che le forniture verso l’Australia non vengano ridotte. “Il primo ministro sta negoziando con i nostri partner per massimizzare la disponibilità di carburante”, ha spiegato l’assistente ministro degli Esteri Matt Thistlethwaite.

Tra le leve prese in considerazione c’è anche l’export di gas naturale australiano, che potrebbe essere utilizzato come elemento di scambio per mantenere attivi i flussi verso il Paese.

Sul fronte interno, il governo prepara un vertice sulla sicurezza alimentare con i leader delle imprese, mentre le aziende della logistica segnalano un aumento dei costi operativi legato ai rincari di benzina e nafta. L’impatto rischia di trasferirsi rapidamente sui prezzi al consumo.

Il ministro dell’Energia Chris Bowen ha confermato che le spedizioni di sei petroliere dirette in Australia sono state cancellate o rinviate nelle ultime settimane a causa del conflitto. Tuttavia, le compagnie stanno cercando rotte alternative.

Il ministro della Sanità Mark Butler ha indicato un aumento delle importazioni dagli Stati Uniti, un fenomeno che non si registrava da tempo. “Governo e operatori stanno lavorando per ottenere forniture da ogni possibile fonte”, ha detto.

Nel frattempo, l’International Energy Agency suggerisce misure per contenere la domanda, tra cui il lavoro da remoto per ridurre i consumi. Il governo ha definito l’ipotesi “sensata”, senza annunciare interventi concreti.

Dall’opposizione, la vice leader Jane Hume insiste sulla necessità di rafforzare le catene di distribuzione. “Serve garantire che il carburante arrivi dove è necessario. Senza questo, l’economia si ferma”, ha affermato.

Il quadro resta fluido. Canberra cerca di guadagnare tempo e assicurare le forniture, mentre il sistema globale dell’energia entra in una fase di forte pressione.