SYDNEY - L’aumento dei prezzi del carburante in seguito alla guerra in Medio Oriente potrebbe provocare un effetto a catena sull’intera economia australiana, con possibili rincari anche sui prodotti alimentari.
Esperti e rappresentanti del settore agricolo avvertono che il costo crescente della nafta rischia di incidere direttamente sui prezzi nei supermercati.
Nelle principali città australiane il prezzo medio di benzina e nafta ha superato i due dollari al litro, con alcune aree dove la nafta ha raggiunto i 2.30 dollari. L’impennata dei prezzi ha spinto le autorità a controllare il comportamento dei rivenditori per evitare pratiche scorrette.
L’autorità di vigilanza sui consumatori ha avvertito le compagnie petrolifere di non fornire motivazioni fuorvianti per gli aumenti dei prezzi.
Secondo il portavoce di NRMA Peter Khoury, l’aumento del costo del carburante avrà effetti su diversi settori economici. “Ogni angolo dell’economia vedrà salire i prezzi”, ha dichiarato.
Khoury ha spiegato che se i prezzi elevati dovessero durare a lungo, l’impatto si rifletterebbe anche sul costo dei generi alimentari. Trasporti, agricoltura e attività minerarie dipendono fortemente dalla nafta, che rappresenta una voce importante nei costi operativi.
Il conflitto nel Medio Oriente ha contribuito a ridurre i flussi energetici attraverso lo stretto di Hormuz, uno dei corridoi petroliferi più importanti al mondo. La situazione ha limitato le forniture e aumentato la pressione sui mercati globali.
In alcune zone dell’Australia regionale sono già emersi segnali di carenza di carburante. Secondo NRMA, il fenomeno sarebbe aggravato dall’accumulo di scorte da parte di alcuni consumatori.
Khoury ha invitato gli automobilisti a evitare acquisti eccessivi e a mantenere abitudini normali di rifornimento per non peggiorare la situazione.
Gli agricoltori temono che le difficoltà di approvvigionamento possano incidere sulla produzione agricola. Il direttore generale dell’organizzazione Rural Aid, John Warlters, ha avvertito che l’aumento del costo di nafta e fertilizzanti comporta un incremento dei costi di produzione.
Secondo Warlters, questi costi finiranno inevitabilmente per riflettersi sui prezzi pagati dai consumatori.
Il ministro dell’Energia Chris Bowen ha dichiarato che la domanda di carburante in alcune aree regionali è aumentata fino al 280 per cento. Nonostante ciò, il governo sostiene che le scorte nazionali restano adeguate grazie agli obblighi minimi di stoccaggio introdotti negli ultimi anni.
Nel frattempo, anche il settore dei trasporti aerei risente dei rincari. La compagnia Qantas ha annunciato un aumento dei prezzi dei voli internazionali per compensare il rapido aumento dei costi del carburante.