CANBERRA - La cancellazione di sei spedizioni di petrolio non provocherà una carenza immediata di carburante in Australia, ma mette in luce la vulnerabilità del sistema energetico nazionale in un contesto internazionale instabile.
Il ministro dell’Energia Chris Bowen ha confermato che alcune petroliere dirette verso il Paese sono state annullate nelle ultime settimane, mentre il conflitto in Medio Oriente continua a influenzare i mercati. La chiusura dello Stretto di Hormuz da parte dell’Iran ha fatto impennare i prezzi globali del petrolio, con effetti diretti anche sui costi interni.
“Parliamo di sei navi cancellate”, ha spiegato Bowen, sottolineando che in media ogni mese arrivano oltre 80 spedizioni. Alcune delle consegne mancanti sono già state sostituite con forniture alternative da parte di importatori e raffinerie.
Il governo insiste sul fatto che non esiste una carenza generalizzata. Le difficoltà registrate in alcune aree regionali e rurali sono attribuite soprattutto a un aumento della domanda, legato al timore di restare senza carburante. Tuttavia, i prezzi continuano a salire, con la benzina oltre i 2,50 dollari al litro e la nafta che in alcune zone supera i 3 dollari.
Secondo Hussein Dia, esperto della Swinburne University, sei spedizioni cancellate non bastano a compromettere l’intero sistema, ma rappresentano un segnale chiaro. L’Australia importa tra l’80 e il 90% dei carburanti liquidi, una dipendenza che espone il paese a interruzioni legate a tensioni geopolitiche o problemi nelle raffinerie internazionali.
“Non stiamo assistendo a un collasso delle forniture, ma a una crescente volatilità”, ha spiegato. Se le interruzioni dovessero prolungarsi, le pressioni potrebbero aumentare, soprattutto nelle aree più isolate.
Anche l’economista Sajid Anwar evidenzia il rischio di un impatto più ampio sull’economia. L’aumento dei prezzi del carburante si somma al peso dei mutui, creando una doppia pressione sulle famiglie. In questo contesto, comportamenti responsabili — come evitare acquisti eccessivi — possono contribuire a stabilizzare il mercato.
Bowen ha ribadito che le due raffinerie australiane stanno operando al massimo della capacità e che le scorte complessive non sono diminuite dall’inizio della crisi. Tuttavia, ha ammesso che potrebbero verificarsi “irregolarità nella distribuzione”, gestibili attraverso il coordinamento tra governo e operatori.
Dall’opposizione giunge la proposta di rafforzare l’uso dei biocarburanti per ridurre la dipendenza esterna. Il dibattito resta aperto, mentre il sistema affronta una fase di stress crescente.