CANBERRA - Il governo federale esclude l’introduzione di un tetto agli acquisti di carburante, nonostante un documento ufficiale suggerisca la possibilità di limitare le spese a circa 40 dollari per rifornimento per poter far fronte alle carenze in alcune aree del paese.
La proposta emerge da un manuale nazionale di risposta alle emergenze energetiche, redatto nel 2019, che prevede tra le opzioni anche l’introduzione di limiti giornalieri alle transazioni. Ai prezzi attuali, una soglia di 40 dollari corrisponderebbe a circa 16 litri di carburante.
Ma il governo ha chiarito che non intende seguire questa strada. “Non abbiamo alcuna intenzione di introdurre limiti al consumo di benzina”, ha dichiarato il ministro del Commercio Don Farrell.
Il documento, ottenuto tramite accesso agli atti dall’ex senatore Rex Patrick, delinea una serie di strumenti per gestire situazioni di emergenza. Tra questi, il razionamento dei rifornimenti, la priorità alle aree più colpite e agli utenti essenziali, il trasferimento di scorte tra Stati e l’obbligo per le compagnie di mantenere livelli minimi di carburante.
Alcune di queste misure sono già state adottate mentre la crisi si intensifica a causa del conflitto in Medio Oriente, che ha fatto impennare i prezzi di petrolio, nafta e carburante per l’aviazione.
La crescita della domanda, alimentata anche da acquisti preventivi da parte degli automobilisti, ha portato centinaia di distributori a esaurire le scorte, aggravando la pressione sulla rete di distribuzione.
Il manuale sottolinea che eventuali limiti dovrebbero essere applicati in modo equo e trasparente, lasciando comunque fluttuare i prezzi in base al mercato. In questo modo, il volume di carburante acquistabile si ridurrebbe automaticamente con l’aumento dei prezzi.
La crisi ha già effetti su altri settori. Il costo dei voli è in aumento e alcune tratte sono state ridotte. La compagnia Jetstar ha confermato il taglio di circa un volo su dieci nel mese di maggio, citando l’aumento dei costi operativi.
Dall’opposizione arrivano critiche sulla gestione della situazione. La portavoce agli Esteri Michaelia Cash ha chiesto maggiore chiarezza sulle misure adottate, accusando il governo di non star facendo abbastanza per alleviare l’impatto sugli australiani.
Il quadro resta incerto, con forniture sotto pressione e prezzi elevati. Per ora, Canberra punta su interventi mirati senza ricorrere al razionamento diretto, mentre la crisi globale continua a pesare sull’economia nazionale.