CANBERRA - Il Senato ha approvato un raddoppio delle sanzioni per le aziende che violano le norme sulla concorrenza e sulla trasparenza dei prezzi, con multe che potranno arrivare fino a 100 milioni di dollari.

La misura è stata presentata come una risposta diretta ai timori crescenti tra consumatori e imprese, colpiti dall’impennata dei prezzi innescata dal conflitto in Medio Oriente e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo chiave per circa un quinto del petrolio mondiale.

Il primo ministro Anthony Albanese ha parlato di un intervento necessario per colpire comportamenti scorretti. “Stiamo raddoppiando le sanzioni per le aziende che fanno la cosa sbagliata. Non ci sono giustificazioni per aumentare i profitti a spese degli australiani”, ha dichiarato.

Le nuove norme riguardano pratiche come dichiarazioni ingannevoli sui motivi dei rincari, accordi sui prezzi, abusi di posizione dominante e altre condotte anticoncorrenziali. Il ministro delle Finanze Katy Gallagher ha lanciato un messaggio diretto al settore: chi rispetta le regole non avrà problemi, ma chi sfrutta la situazione rischia interventi severi da parte dell’autorità garante.

Non tutti però sono convinti dell’efficacia del provvedimento. I Verdi hanno accusato il governo di non star affrontando davvero il problema, sostenendo che le nuove sanzioni puniscono le dichiarazioni false ma non impediscono alle aziende di aumentare i prezzi. “Non farà nulla per fermare chi approfitta della guerra per far pagare di più i consumatori”, ha detto la senatrice Larissa Waters.

Anche l’opposizione ha criticato l’esecutivo, parlando di risposta tardiva e poco coerente. Secondo la vice leader Jane Hume, il governo sarebbe stato colto impreparato davanti a una crisi con effetti su tutta l’economia, dai trasporti all’agricoltura fino alle piccole imprese.

Nel frattempo, la pressione sulla rete di distribuzione resta alta. Centinaia di stazioni di servizio registrano carenze di almeno un tipo di carburante, con situazioni particolarmente difficili nel New South Wales, Victoria e Queensland.

Un gruppo di lavoro congiunto tra governo federale e Stati si riunirà per coordinare le prossime mosse in occasione di una riunione d’emergenza del Consiglio intergovernativo, mentre non si escludono scenari più drastici, dalla razionalizzazione dei consumi a interventi mirati sulla distribuzione. Per ora, Canberra insiste: le scorte ci sono, il problema è farle arrivare dove servono.