CANBERRA - Il primo ministro canadese Mark Carney ha tenuto un discorso molto atteso al Parlamento australiano mentre avverte che l’ordine internazionale costruito dopo la Seconda guerra mondiale sta attraversando una fase di profonda trasformazione.
Durante la visita ufficiale in Australia, Carney ha incontrato il primo ministro Anthony Albanese a Canberra per discutere di commercio, investimenti e sicurezza, con la guerra in Medio Oriente destinata a dominare l’agenda.
Ieri, in un intervento al Lowy Institute a Sydney, il leader canadese ha affermato che le regole che hanno sostenuto per decenni il sistema internazionale stanno progressivamente scomparendo. Secondo Carney, il mondo sta entrando in una nuova fase in cui i rapporti di forza tra Stati e l’uso degli strumenti economici stanno ridefinendo le relazioni globali.
“Le norme che hanno sostenuto l’ordine internazionale del dopoguerra vengono cancellate”, ha detto. In questo contesto, ha sostenuto che le cosiddette potenze intermedie — tra cui Australia, Canada, Europa e Giappone — dispongono di un peso economico e culturale sufficiente per influenzare la nascita di nuove istituzioni e accordi commerciali.
Secondo il primo ministro canadese, la cooperazione tra questi Paesi potrebbe offrire una risposta al crescente utilizzo dell’economia come strumento geopolitico. “Le grandi potenze stanno iniziando a usare l’integrazione economica come arma: dazi come leva politica, infrastrutture finanziarie come strumenti di pressione e catene di approvvigionamento come vulnerabilità da sfruttare”, ha dichiarato.
Carney ha anche invitato a una rapida riduzione delle tensioni in Medio Oriente dopo gli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran e la successiva risposta militare di Teheran. Pur riconoscendo la complessità della situazione, ha affermato che anche in un contesto di conflitto è necessario rispettare le regole internazionali.
“Prendiamo questa posizione con rammarico, perché il conflitto attuale è un altro esempio del fallimento dell’ordine internazionale”, ha detto.
La questione rappresenta una sfida politica anche per i governi occidentali, inclusi Canada e Australia. Secondo il professor Wesley Widmaier dell’Australian National University, il conflitto mette in evidenza tensioni difficili da conciliare.
Da un lato, ha osservato, gli attacchi contro l’Iran sollevano interrogativi sulla violazione della sovranità di uno Stato. Dall’altro, la caduta di un regime accusato di gravi repressioni interne viene vista da alcuni come una liberazione per la popolazione.