CANBERRA - Il governo federale convoca una riunione straordinaria del Consiglio intergovernativo per affrontare le crescenti preoccupazioni su disponibilità e prezzi del carburante, mentre la guerra in Medio Oriente continua a influenzare i mercati globali dell’energia.

Il primo ministro Anthony Albanese ha annunciato che incontrerà i leader di Stati e Territori in Tasmania per coordinare una risposta nazionale alle difficoltà segnalate soprattutto nelle aree regionali.

“Convoco il National Cabinet per garantire che il coordinamento già in corso nel paese massimizzi i benefici per imprese, agricoltori e comunità, nelle città e in particolare nelle regioni”, ha dichiarato Albanese. Parallelamente, il ministro dei Trasporti Catherine King ha avviato un confronto separato con il settore logistico per discutere la sicurezza delle forniture.

Il ministro dell’Energia Chris Bowen ha ribadito che, a livello nazionale, le scorte restano solide, anche se alcune zone registrano carenze temporanee. “Stiamo raggiungendo accordi con le aziende affinché rilascino più carburante verso le aree regionali e i flussi stanno iniziando a migliorare”, ha spiegato, escludendo al momento l’ipotesi di razionamenti. Bowen ha inoltre precisato che un aumento rilevante delle riserve interne comporterebbe costi molto elevati, nell’ordine di miliardi di dollari nei prossimi anni. Attualmente l’Australia dispone di circa 39 giorni di riserve di benzina e 33 di nafta.

L’aumento dei prezzi è legato in gran parte alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio globale di petrolio. Le conseguenze si stanno già facendo sentire su più settori, a partire dal turismo. Le cancellazioni di viaggi internazionali sono aumentate nelle ultime settimane, colpendo in particolare Sydney, Melbourne e Brisbane, ma anche destinazioni come Kangaroo Island, Uluru e la Great Barrier Reef. Nonostante ciò, gli hotel stanno mantenendo livelli di occupazione stabili grazie a viaggiatori bloccati e personale delle compagnie aeree costretto a prolungare il soggiorno.

Anche il trasporto merci affronta difficoltà crescenti. L’aumento del prezzo della nafta sta mettendo sotto pressione l’intera filiera logistica, con alcune aziende costrette a ridurre le attività e a lasciare mezzi fermi per problemi di approvvigionamento. Secondo l’Australian Logistics Council, l’instabilità attuale si somma a criticità già esistenti e potrebbe avere effetti duraturi.

Il governo punta ora a rafforzare il coordinamento tra livelli istituzionali e industria per limitare l’impatto della crisi, mentre resta alta l’incertezza sull’evoluzione del conflitto e sulle sue conseguenze economiche.