ROMA - La Procura indaga su una serie di presunte violenze avvenute tra febbraio e novembre dello scorso anno all’interno dell’istituto penale minorile di Casal del Marmo, a Roma.

Nell’inchiesta risultano indagati dieci agenti della polizia penitenziaria, accusati a vario titolo di tortura, lesioni e falso ideologico. 

Secondo quanto emerge dalle carte, gli episodi avrebbero coinvolto tredici detenuti, tutti stranieri, di età compresa tra 15 e 19 anni. Gli inquirenti contestano agli agenti aggressioni che avrebbero incluso schiaffi, pugni e colpi sferrati con sedie, mazze di ferro e persino estintori, accompagnati da minacce come: “Vi porto sopra e vi faccio come carne macinata”. 

Le presunte aggressioni sarebbero avvenute soprattutto di notte e in zone del carcere non coperte dalle telecamere. In alcuni casi, secondo l’ipotesi accusatoria, gli agenti avrebbero continuato a colpire i ragazzi anche quando erano già a terra, arrivando a infierire su di loro all’interno dell’infermeria. 

L’associazione Antigone ha raccolto i racconti dei giovani detenuti e ha presentato un esposto in Procura lo scorso luglio. La prossima settimana un giudice ascolterà i tredici ragazzi, nell’ambito di un incidente probatorio. 

“Calci e pugni contro giovani inermi, colpi alla testa con un estintore, minacce e violenze anche davanti al personale medico”, afferma Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone e responsabile dell’osservatorio minori dell’associazione. Secondo Marietti, questi episodi mostrerebbero un clima segnato da “senso di onnipotenza e impunità”. 

L’associazione ha annunciato che chiederà di costituirsi parte civile nel procedimento, come già avvenuto nel processo per le violenze nel carcere minorile Beccaria di Milano. 

Il capo del Dipartimento per la giustizia minorile, Antonio Sangermano, ha spiegato che l’indagine penale nasce da denunce presentate dallo stesso Dipartimento all’autorità giudiziaria, basate su relazioni di servizio e informazioni raccolte durante l’attività amministrativa. 

Sangermano ha inoltre precisato che l’ispezione amministrativa nell’istituto è stata disposta dopo il nullaosta dell’autorità giudiziaria e che, al termine delle verifiche, quattro agenti sono stati trasferiti ad altre sedi. Il Dipartimento ha inoltre assegnato un direttore facente funzioni all’istituto, vista l’assenza temporanea del titolare dell’incarico.