SYDNEY - Il mercato immobiliare australiano continua a premiare i proprietari, con profitti da rivendita ai massimi storici e una percentuale di vendite in attivo vicina al totale.
Nella seconda metà del 2025, il 97,5 per cento delle case e l’88,3 per cento degli appartamenti venduti hanno generato un guadagno, secondo l’ultimo rapporto Profit and Loss di Domain.
Il profitto mediano per una casa nelle capitali ha raggiunto i 530mila dollari, in aumento del 14,7 per cento su base annua, mentre nelle aree regionali si è attestato a 330mila dollari, con una crescita del 15,8 per cento. Dati che riflettono un mercato ancora sostenuto da una domanda elevata e da una disponibilità limitata di immobili.
Secondo l’economista di Domain Nicola Powell, i proprietari stanno mantenendo le abitazioni più a lungo e riescono a ottenere prezzi di vendita più alti, contribuendo a spingere ulteriormente i valori. I mercati più dinamici restano Perth, Brisbane e Adelaide, dove la crescita della popolazione, la scarsità di offerta e un mercato degli affitti molto teso continuano a sostenere i prezzi.
Sydney si conferma il mercato con i margini più elevati. Il profitto mediano nella città ha raggiunto i 750mila dollari, in crescita dell’11,1 per cento su base annua, superando tutte le altre capitali. Seguono Brisbane con 580mila dollari, Adelaide con 539.500, Perth con 528mila e Melbourne con 390mila dollari.
Proprio Melbourne registra le prestazioni più deboli tra le grandi città, con una crescita dei profitti limitata all’1,6 per cento e una quota più elevata di vendite in perdita. Anche Canberra presenta rischi maggiori rispetto ad altre città, con quasi il 7 per cento delle vendite chiuse sotto il prezzo d’acquisto, mentre Darwin registra i guadagni più bassi.
Gli appartamenti seguono una dinamica simile, ma con margini inferiori. Il profitto mediano nazionale è di 228mila dollari, circa la metà rispetto alle case, e una quota più alta di vendite in perdita, pari all’11 per cento. Brisbane emerge come il mercato più solido anche in questo segmento.
Il boom dei prezzi ha però un rovescio della medaglia. Il divario tra proprietari e aspiranti acquirenti continua ad allargarsi, rendendo sempre più difficile l’ingresso nel mercato per chi non dispone di risorse familiari. In questo contesto, il ricorso al cosiddetto “bank of mum and dad” resta una delle principali leve per l’accesso alla proprietà.