ROMA - Non sono previste al momento scuse pubbliche da parte di Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio, dopo le polemiche suscitate dalla frase con cui ha definito la magistratura “plotoni di esecuzione”. Secondo quanto si apprende da fonti di governo, la vicenda verrà gestita internamente. 

Le parole di Bartolozzi non sono piaciute neppure alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che avrebbe espresso forte irritazione per l’uscita. All’interno dell’esecutivo si sottolinea la necessità che il capo di gabinetto del Guardasigilli “tenga a freno la lingua” ma, nonostante il malumore, al momento, non si prospettano decisioni drastiche. 

Lo stesso Nordio ha chiarito che Bartolozzi “non deve dimettersi”, e ha spiegato che l’espressione utilizzata era riferita “a una piccola parte di giudici politicizzati” e non all’intera magistratura. “Sono certo che si chiuderà con un’espressione che può essere stata interpretata in modo improprio”, ha detto intervenendo a Torino a un incontro per il sì al referendum sulla giustizia. 

“Non rappresenta certamente il suo pensiero”, ha aggiunto il Guardasigilli, ricordando anche che Bartolozzi è magistrato e ha sempre manifestato stima verso la categoria. 

Sulla vicenda è intervenuto anche il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, che ha definito la frase “infelice”, sottolineando però che il punto centrale resta la riforma della giustizia oggetto del referendum. “La cosa importante adesso è esaminare il merito della riforma”, ha detto a Rai Radio1. 

Dura la reazione dell’Associazione nazionale magistrati. La Giunta esecutiva centrale ha spiegato di aver scelto di non replicare agli attacchi provenienti dal mondo politico nelle ultime settimane, richiamando l’invito del Presidente della Repubblica ad abbassare i toni. 

“Anche se il tono e le argomentazioni contro la magistratura italiana sono ormai giunte a un livello inaccettabile per chi auspica la rispettosa collaborazione tra le istituzioni del nostro Paese, continueremo a mantenere inalterata la nostra linea”, afferma la nota dell’Anm.