WASHINGTON - Bill e Hillary Clinton hanno rifiutato di testimoniare davanti a una commissione del Congresso degli Stati Uniti nell’ambito dell’indagine, guidata dai repubblicani, sui rapporti con il defunto finanziere Jeffrey Epstein.
In una lettera inviata al presidente della commissione di vigilanza della Camera, il deputato James Comer, i Clinton hanno definito l’inchiesta un’operazione di natura esclusivamente politica.
“Ogni persona deve decidere quando è arrivato il momento di difendere questo Paese, i suoi principi e il suo popolo, indipendentemente dalle conseguenze. Per noi, quel momento è adesso”, hanno scritto.
Secondo l’ex presidente e l’ex segretaria di Stato, la commissione starebbe distogliendo l’attenzione dalle responsabilità dell’amministrazione Trump, sotto la quale Epstein morì in carcere nel 2019 mentre era in attesa di processo per accuse federali di traffico sessuale.
James Comer ha reagito annunciando che la commissione si riunirà la prossima settimana per avviare una procedura di oltraggio al Congresso nei confronti di Bill Clinton. Un portavoce ha aggiunto che un analogo iter potrebbe essere avviato anche contro Hillary Clinton qualora non si presenti a testimoniare entro i termini indicati. Un voto per oltraggio potrebbe, almeno in teoria, aprire la strada a conseguenze penali, anche se simili procedimenti finiscono spesso in un nulla di fatto.
I Clinton sostengono di aver già fornito alle autorità “le poche informazioni” in loro possesso e ribadiscono che non esistono prove di un loro coinvolgimento in attività illegali. Epstein, morto per suicidio secondo le conclusioni ufficiali, aveva intrattenuto relazioni sociali con numerose figure di primo piano della politica e dell’economia statunitense, inclusi esponenti di entrambi i partiti.
Comer afferma che “la maggior parte degli americani” vuole risposte sui legami tra Bill Clinton ed Epstein. Il deputato del Kentucky sostiene che Epstein avrebbe visitato la Casa Bianca 17 volte durante la presidenza Clinton e che l’ex presidente avrebbe viaggiato sul suo aereo privato in diverse occasioni. Clinton ha riconosciuto in passato di essersi pentito di quella frequentazione, dichiarando di non essere mai stato a conoscenza delle attività criminali del finanziere.
Nel frattempo, il Dipartimento di Giustizia continua a rendere pubblici documenti relativi alle indagini su Epstein, in applicazione di una legge sulla trasparenza approvata dal Congresso. I legali dei Clinton hanno però definito le citazioni a comparire “inermi e non valide”, accusando la commissione di voler solo mettere in imbarazzo avversari politici.
Lo scontro rischia ora di trasformarsi in un nuovo capitolo della polarizzazione che attraversa Washington.