WASHINGTON - Il mistero sulla morte di Jeffrey Epstein, il finanziere pedofilo trovato impiccato nella sua cella il 10 agosto 2019, torna al centro del dibattito politico e giudiziario statunitense.  

Tova Noel, l’ultima guardia carceraria ad aver visto Epstein in vita al Metropolitan Correctional Center di Manhattan, è stata convocata domani per testimoniare davanti alla Commissione per la supervisione della Camera. Il presidente della commissione, il repubblicano James Comer, ha già avvertito la donna che, in caso di mancata presentazione, procederà con una citazione in giudizio formale. 

Al centro dell’interrogatorio ci sono le analisi condotte sul computer fisso in uso alla Noel, le quali rivelano che la mattina del decesso, alle 5:42, è stata effettuata una ricerca su Google con la frase “ultime notizie su Epstein in carcere”, ripetuta poi identica dieci minuti dopo.

Interpellata dall’ufficio dell’ispettore generale nel 2021, Noel ha dichiarato di non ricordare tali attività e si è detta sorpresa dal fatto che il suo terminale fosse stato utilizzato per monitorare lo stato del detenuto poco prima del ritrovamento del corpo. 

Un altro punto critico riguarda la situazione finanziaria della guardia. Tra aprile 2018 e il luglio 2019, sul conto di Noel sono stati effettuati 12 versamenti in contanti, segnalati dalla banca all’Fbi come “attività sospette”. 

L’ultimo di questi depositi, dell’importo di cinquemila dollari, è avvenuto il 30 luglio 2019, appena dieci giorni prima della morte di Epstein. “È un mistero su cui il Dipartimento di Giustizia non ha mai indagato a fondo”, ha sottolineato Comer, precisando che, pur non essendoci accuse formali di illecito contro la donna, i chiarimenti sulla natura di quel denaro sono fondamentali per l’inchiesta. 

Nonostante il medico legale Kristin Roman abbia stabilito che il 66enne si sia suicidato (versione a cui la stessa Noel ha dichiarato di credere) l’opinione pubblica e parte del Congresso restano scettici. L’ipotesi che Epstein sia stato messo in condizione di non parlare, per proteggere la sua rete di contatti che includeva leader mondiali e membri di famiglie reali, continua ad alimentare le indagini sulle negligenze e sulle zone d’ombra che hanno caratterizzato le sue ultime ore in cella.