WASHINGTON –Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha pubblicato l’ultima e più vasta tranche di documenti legati all’indagine su Jeffrey Epstein, il finanziere accusato di traffico sessuale di minorenni e morto suicida in carcere nel 2019. Si tratta di oltre tre milioni di pagine, 2.000 video e 180.000 fotografie: materiale che chiude formalmente il processo di desecretazione avviato dopo la scadenza del termine fissato al 19 dicembre.
Secondo quanto rivelato dalla Cnn, il Dipartimento ha spiegato, in una lettera inviata al Congresso, i criteri con cui sono stati esaminati i fascicoli, chiarendo perché molti nomi risultino ancora oscurati, anche se appartenenti al circolo ristretto dell’ex finanziere. Le parti secretate riguarderebbero segnalazioni non corroborate, indagini non verificate o informazioni che potrebbero compromettere procedimenti futuri. Una motivazione che non convince però le vittime.
Venti sopravvissute hanno, infatti, criticato duramente la pubblicazione in una dichiarazione congiunta, denunciando che i documenti “vengono presentati come un atto di trasparenza, ma in realtà espongono i nomi delle vittime mentre proteggono quelli degli uomini potenti che hanno abusato di loro”.
Tra i nomi più ricorrenti compare quello del presidente Donald Trump, citato 3.200 volte, con un intero capitolo dei fascicoli dedicato a lui. Funzionari dell’FBI hanno compilato nell’agosto scorso una lista di accuse di aggressioni sessuali collegate a Trump: oltre una dozzina di segnalazioni, molte non verificate, incluse in e-mail interne della Task Force contro lo sfruttamento minorile e la tratta di esseri umani dell’ufficio FBI di New York.
Trump ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nei crimini di Epstein e non è mai stato formalmente incriminato nell’ambito dell’inchiesta.
Tra i documenti figura anche un modulo dell’FBI che riporta la denuncia di una donna che ha accusato Trump di averla violentata quando aveva 13 anni.
L’accusatrice, rimasta anonima, aveva intentato più azioni legali poi ritirate, l’ultima poco prima delle elezioni del 2016. Un promemoria interno dell’FBI del 2021 riporta invece la testimonianza di una vittima che racconta di essere stata presentata a Trump da Ghislaine Maxwell, storica collaboratrice e complice del finanziere. Secondo la donna, Maxwell avrebbe suggerito che la giovane, allora ventiduenne, fosse “disponibile”, ma la testimone ha dichiarato che non accadde nulla tra lei e Trump.
Nei file riappare anche il nome dell’ex principe Andrea, figlio della regina Elisabetta II. Secondo i fascicoli, due anni dopo la condanna di Epstein per abusi su una minorenne, il principe lo avrebbe invitato a Buckingham Palace, assicurandogli “molta privacy”. Ad aggravare la sua posizione, sono apparse anche alcune foto dell’allora reale mentre sovrasta, a carponi, il corpo di una donna stesa a terra.
Le carte citano inoltre figure di primo piano dell’economia globale.
In una bozza di e-mail, Epstein accusa il cofondatore di Microsoft Bill Gates di relazioni extraconiugali, sostenendo di averlo aiutato a “procurarsi droga”, a gestire “le conseguenze del sesso con ragazze russe” e a facilitare incontri con donne sposate. In una lunga e-mail datata 18 luglio 2013, e inviata da Epstein a sé stesso, si legge che Gates avrebbe avuto rapporti con “ragazze russe” e che, dopo aver contratto una malattia sessualmente trasmissibile, avrebbe chiesto antibiotici da somministrare di nascosto all’allora moglie, Melinda Gates.
I documenti contengono numerosi scambi anche tra Epstein e Elon Musk. Dai documenti pubblicati risulta anche che Howard Lutnick, attuale Segretario al Commercio dell’amministrazione americana avrebbe scambiato messaggi con Epstein nel 2011 e 2012 tramite intermediari, anni dopo aver giurato di non trovarsi mai più nella stessa stanza con lui.
Una corrispondenza che rivela anche la pianificazione di un pranzo sull’isola di Epstein, con messaggi della moglie di Lutnick alla segretaria del finanziere. La pubblicazione avviene in ore delicate per la Casa Bianca, che deve risolvere le tensioni interne e affrontare un nuovo shutdown seppur temporaneo, in attesa di un accordo tra Democratici e Repubblicani al Congresso per approvare la legge per rifinanziare il governo.