LONDRA - Il governo di Keir Starmer barcolla sotto il peso di una delle crisi più gravi della storia recente del Labour. Quella che doveva essere una nomina di alto profilo, quella di Peter Mandelson come ambasciatore a Washington per gestire i rapporti con l’amministrazione Trump, si è trasformata in una “mina vagante”.

Ora il governo rischia nuove dimissioni eccellenti, non appena verranno pubblicati i suoi messaggi WhatsApp riservati. 

Il primo Ministro, che aveva vinto le elezioni promettendo integrità e trasparenza, si trova ora sulla difensiva. Nonostante avesse garantito in Parlamento il rispetto di una rigorosa procedura di controllo (full due process), i documenti emersi dipingono uno scenario diverso. 

Nonostante il Cabinet Office avesse segnalato un rischio reputazionale già nel dicembre 2024, gli avvertimenti rimasero ignorati. Starmer non parlò mai direttamente con Mandelson, delegando le verifiche a Morgan McSweeney e Matthew Doyle, entrambi vicini all’ambasciatore. 

A Mandelson furono poste solo tre domande superficiali sui suoi legami con Jeffrey Epstein, che vennero giudicate frettolosamente soddisfacenti. Il National Security Adviser, Jonathan Powell, ha definito la procedura stranamente affrettata, mentre le forti riserve espresse da figure di spicco del Foreign Office vennero puntualmente ignorate. 

Peter Mandelson, rimosso dall’incarico dopo soli sette mesi, è attualmente sotto indagine da parte della Metropolitan Police per accuse pesantissime. Secondo alcune email del Dipartimento di Giustizia Usa, l’ex ambasciatore avrebbe inoltrato informazioni economiche riservate del governo Brown a Jeffrey Epstein, agendo di fatto come un insider trader. 

A questo si aggiunge un presunto conflitto di interessi: durante il mandato, Mandelson avrebbe favorito incontri tra Starmer e il colosso di tecnologie per la difesa Palantir, all’epoca cliente della sua società di consulenza Global Counsel.  

L’ex ambasciatore è stato arrestato per cattiva condotta in ufficio pubblico, ma respinge ogni accusa, affidandosi allo studio legale Mishcon de Reya. Ma il peggio deve ancora venire. Una commissione parlamentare sta esaminando migliaia di messaggi WhatsApp di Mandelson che potrebbero essere resi pubblici nelle prossime settimane. 

Lo scandalo ha messo nel mirino l’intero esecutivo, tanto che a tutti i membri di alto livello del governo e ai consiglieri speciali è stato chiesto di far esaminare i propri telefoni.

La vicenda ha già travolto figure chiave come l’ex vicepremier Angela Rayner e lo stesso McSweeney, ma la pressione è destinata a crescere: fonti governative hanno riferito al Guardian che la prossima tranche di file sarà sufficientemente dannosa da provocare ulteriori dimissioni. 

Starmer si è scusato pubblicamente con le vittime di Epstein, ammettendo l’errore di giudizio, ma l’opposizione conservatrice chiede le dimissioni immediate. All’interno del Labour cresce il malcontento per una gestione definita “autoritaria e arrogante”. Con la credibilità erosa e le recenti sconfitte elettorali, il leader laburista potrebbe avere le settimane contate.