SYDNEY - Commonwealth Bank of Australia (CBA) ha registrato un utile di 5,4 miliardi di dollari nel primo semestre dell’esercizio 2025-26, con un aumento del 6,3 per cento rispetto alla seconda metà dello scorso anno.

Il risultato ha superato le aspettative del mercato e ha spinto il titolo in Borsa, salito di circa il 12 per cento dopo l’annuncio.

Nel presentare i conti agli investitori, l’amministratore delegato Matt Comyn ha sottolineato come l’economia australiana stia mostrando una ripresa più rapida e robusta del previsto. A trainare la crescita sono stati l’aumento della spesa delle famiglie e un’accelerazione degli investimenti, in particolare nei settori legati all’intelligenza artificiale e alle infrastrutture digitali.

Tuttavia, il quadro resta complesso. L’inflazione continua a mantenersi sopra la banda obiettivo fissata dalla Reserve Bank of Australia (RBA), e questo potrebbe tradursi in nuove strette monetarie. “L’inflazione è destinata a rimanere sopra il target ancora per un periodo”, ha affermato Comyn, avvertendo che ciò comporterà ulteriori pressioni al rialzo sui tassi d’interesse.

La RBA la scorsa settimana ha portato il tasso ufficiale al 3,85 per cento, segnando il primo aumento dal 2023. CBA prevede un ulteriore rialzo a maggio. Per milioni di australiani con mutui a tasso variabile, questo scenario significa rate più alte e maggiore pressione sui bilanci familiari.

Secondo la banca, il mercato del lavoro resta solido e, fino a poco tempo fa, la fase di tassi più contenuti aveva offerto un certo sollievo ai mutuatari. La qualità del credito è migliorata, con livelli di insolvenza sotto controllo. Ma la domanda interna sostenuta, favorita dalla piena occupazione, contribuisce a mantenere vive le tensioni sui prezzi.

“Le condizioni restano difficili per una parte dei clienti”, ha riconosciuto Comyn, pur ribadendo la fiducia nella solidità complessiva dell’economia australiana.

I conti semestrali confermano la forza dell’istituto, ma il messaggio agli investitori e alle famiglie è prudente: la fase di aggiustamento non è conclusa e l’andamento dell’inflazione continuerà a determinare le prossime mosse della Banca centrale.