MOSCA - Il futuro della Cecenia e la stabilità del Caucaso settentrionale appaiono sempre più legati allo stato di salute di Ramzan Kadyrov. Secondo diverse fonti di intelligence, russa e ucraina, il “soldato di Putin” – che governa Grozny da quasi vent’anni – sarebbe affetto da una grave insufficienza renale.
Le indiscrezioni, che tormentano il leader 49enne da tempo, hanno subito un’accelerazione dopo l’assenza di Kadyrov al Consiglio di Stato presieduto da Vladimir Putin lo scorso 25 dicembre a Mosca.
Secondo quanto riportato da Novaya Gazeta Europa e confermato da fonti dell’intelligence militare ucraina (Hur) nel gennaio 2026, Kadyrov sarebbe stato ricoverato d’urgenza proprio alla fine dello scorso anno, quando le sue condizioni sarebbero peggiorate drasticamente durante la visita nella capitale russa. I medici di Mosca sarebbero riusciti a stabilizzarlo a fatica, permettendogli il rientro a casa dove, secondo la testata ucraina Ukrinform, sarebbe ora sottoposto a dialisi costante in una clinica privata di sua proprietà.
Nonostante le voci di un imminente declino, Kadyrov ha sempre reagito con vigore mediatico. Come da prassi in questi casi, il leader ceceno ha risposto alle ultime notizie pubblicando video che lo ritraggono al lavoro o in palestra, nel tentativo di preservare l’immagine di “uomo forte”.
Recentemente ha diffuso un filmato del suo primo incontro dell’anno con il governo ceceno, dichiarandosi pienamente operativo e confermando l’intenzione di correre per il rinnovo del mandato alle elezioni previste per quest’anno. Tuttavia, fonti vicine alla sua cerchia ristretta riferiscono di un clima di incertezza, con speranze di guarigione definite “caute e frammentate”.
Il peggioramento della salute di Kadyrov ha intensificato le manovre per individuare un potenziale successore che garantisca a Mosca il controllo su una regione storicamente turbolenta.
Al momento si delineano due strade principali per la successione. La prima coinvolge le figure istituzionali e militari, con il primo ministro ceceno Magomed Daudov e l’influente comandante delle forze speciali Akhmat, Apti Alaudinov, che sono visti come i candidati più affidabili per il Cremlino; Alaudinov, in particolare, è considerato dall’amministrazione russa come una figura capace di integrare maggiormente la Cecenia nel sistema federale.
La seconda strada riguarda invece la linea dinastica, poiché Kadyrov sembrerebbe spingere per una successione familiare: il figlio maggiore, il ventenne Akhmat Kadyrov, è stato recentemente promosso a Vice Primo Ministro e Ministro dello Sport, ma resta in gioco anche il figlio minore Adam, di 18 anni, su cui il padre punterebbe per garantire la continuità del clan.
Per il Cremlino, la perdita di Kadyrov rappresenta un rischio geopolitico enorme. Senza l’attuale equilibrio garantito dal pugno di ferro del leader ceceno, la regione - che ha già vissuto due sanguinose guerre d’indipendenza - potrebbe destabilizzarsi nuovamente. Al momento non è chiaro se Mosca disponga di un piano di emergenza definitivo, ma l’intensificarsi dei viaggi dei familiari e dei fedelissimi verso l’ospedale di Grozny suggerisce che il processo di transizione sia già in una fase avanzata.