ROMA - Primarie sì, primarie no. Nel centrosinistra si iniziano a definire i posizionamenti. Matteo Renzi sposa la linea della consultazione popolare: “Le primarie, se fatte bene, sono una grande festa di popolo. Il rischio divisioni esiste, certo. Ma parliamoci chiaro: quale è l’alternativa? Far decidere a chi?”. Elly Schlein, dal canto suo non cade nella trappola delle polemiche tra alleati, ma si schiera con chi, come Angelo Bonelli, frena sulle primarie e chiede un incontro ai vertici del campo largo per partire dai contenuti. “Dò da subito la mia disponibilità a vederci”, dice la segretaria dem. Poi, “se” ci saranno primarie di coalizione, “sono assolutamente disponibile”. Ma nel partito l’attivismo del leader 5 stelle, Giuseppe Conte, non viene visto di buon occhio e sono diversi i democratici che pungono sulla leadership del campo progressista e sul pranzo con l’inviato speciale di Donald Trump, Paolo Zampolli. Da parte sua Conte tira dritto e rilancia sulla consultazione popolare per scegliere il candidato premier: “Chiamiamo tantissimi a partecipare e a contribuire anche alla scelta del leader che può essere più competitivo”. Parole che, vista la tradizione del M5s, rimandano subito all’opzione del voto online per ampliare la platea della partecipazione alle primarie. A mettere qualche nube all’orizzonte è però anche il fondatore del M5s, Giuseppe Grillo, che ha avviato ufficialmente una causa civile contro Conte sulla titolarità del nome e del simbolo del Movimento. Secondo quanto riferito da ambienti a lui vicini, “sul piano giuridico è incontestabile che appartengano al M5s di Genova”, cioè quello riconducibile allo stesso Grillo. Salvo cambi di programma, l’appuntamento in tribunale è fissato per il 28 luglio.
La possibilità delle primarie di coalizione nel centrosinistra resta legata a doppio nodo alla data del voto e alla legge elettorale, con la necessità (o meno) di presentare il nome del candidato premier insieme al programma di coalizione. “Prima di tutto - chiarisce Francesco Boccia, braccio destro di Schlein al Senato - dobbiamo costruire una piattaforma di valori e di scelte di politica economica e sociale”. Per ora “federatori non ne vedo ma ci sono tante personalità che possono dare un contributo”. I centristi da tempo hanno acceso i riflettori su Silvia Salis ma si parla anche di altri profili, da Gaetano Manfredi a Franco Gabrielli.Secondo alcune ricostruzioni anche nel Pd ci sarebbero correnti al lavoro per cercare un nome diverso da Schlein per sconfiggere Giorgia Meloni alle urne. Ma tra i fedelissimi della segretaria serpeggia ottimismo: “La corsa non è ancora iniziata - sottolinea un parlamentare -. Chi inizia ora si logora, l’importante sarà arrivare al traguardo”.
Centrosinistra, scontro sulle primarie
Renzi apre alla consultazione, il Pd prende tempo. Grillo porta Conte in tribunale sul simbolo M5s