MELBOURNE - Per due anni il sindacato delle costruzioni CFMEU è rimasto sotto una nube sempre più scura. Le prime crepe erano emerse grazie a un’inchiesta dei giornali del gruppo Nine, che aveva sollevato gravi sospetti di corruzione interna. Da lì la decisione del governo federale laburista di commissariare il sindacato e avviare un’indagine formale sulle sue attività. Ora, con il deposito del rapporto dell’avvocato Geoffrey Watson SC davanti alla Commissione d’inchiesta del Queensland, quella nube si è trasformata in una tempesta giudiziaria.
Il documento, definito da molti “colorito” e insolitamente diretto nei toni, smonta pezzo per pezzo l’apparato del CFMEU, delineando un sistema di potere segnato da intimidazioni, favoritismi e infiltrazioni criminali. Tra i nomi che emergono figurano decine di persone che avrebbero beneficiato di condotte corruttive. Non solo sindacalisti e delegati, ma anche criminali condannati e presunti assassini impiegati come responsabili della salute e sicurezza nei cantieri. Tra questi, secondo quanto emerso, anche il bikie Joel Leavitt, arrestato nell’ambito delle indagini collegate alla rete di infiltrazioni criminali.
Il rapporto punta il dito contro l’era della leadership di John Setka, sostenendo che il sindacato avrebbe “attivamente impiegato criminali”, imponendo agli appaltatori l’assunzione di bikie, consumatori di metanfetamina, picchiatori violenti, killer, pugili e lottatori. Un clima che, si legge nel documento, avrebbe gettato “un’ombra di paura sull’intero settore edilizio”.
Secondo Watson, le gang motociclistiche fuorilegge erano talmente radicate nel sindacato da utilizzare i cantieri pubblici come centri di distribuzione di droga. Un quadro inquietante che mescola intimidazioni, affari illeciti e controllo sistematico dei grandi progetti infrastrutturali.
Il conto economico è altrettanto pesante. Il rapporto stima che fino a 15 miliardi di dollari di denaro pubblico siano stati sprecati in pagamenti corrotti legati al CFMEU. Gran parte delle distorsioni si sarebbe concentrata nei cantieri della ‘Big Build’ del Victoria, il maxipiano da 100 miliardi di dollari che comprende opere come il Metro Tunnel, il North-East Link e importanti ammodernamenti ferroviari.
Le modalità della corruzione sarebbero state molteplici. Gli appaltatori, minacciati di blocchi e scioperi devastanti, avrebbero pagato tangenti per evitare la paralisi dei cantieri. Il sindacato controllava l’assegnazione degli Enterprise Bargaining Agreements alle aziende interessate a lavorare su progetti governativi, concedendoli, secondo le accuse, solo in cambio di denaro o favori.
Non mancavano pratiche ancora più spregiudicate: operai costretti a pagare in contanti per ottenere un posto nei cantieri della ‘Big Build’; turni fantasma in cui i delegati sindacali risultavano pagati due volte per lo stesso lavoro, una da una società di somministrazione e una dall’appaltatore. A pagare, ancora una volta, erano i contribuenti.
E poi il sistema delle nomine: parenti e amici senza qualifiche assegnati a turni estremamente redditizi, con indennità tali da garantire fino a 15.000 dollari a settimana anche a manovali non qualificati. Una degenerazione che, secondo il rapporto, tradiva completamente l’idea stessa di rappresentanza sindacale. “Normalmente la posizione di delegato si guadagna con anni di servizio, competenza e dedizione”, osserva Watson. “Qui, invece, venivano nominati criminali pericolosi, spacciatori, bikie violenti”.
Il clima di intimidazione non era solo economico. Il rapporto cita il caso di un organizzatore sindacale che avrebbe perso l’uso di un occhio dopo un pestaggio, episodio che sarebbe stato coperto dalla leadership del CFMEU. A ciò si aggiunge un contesto descritto come profondamente misogino: donne reclutate da strip club per lavorare nei cantieri della ‘Big Build’ e pagate per esibirsi davanti agli operai.
Con l’arresto di figure come Joel Leavitt e l’elenco di oltre 25 persone legate a comportamenti corruttivi, il caso CFMEU segna uno dei capitoli più gravi nella storia recente del sindacalismo australiano.
Rivolgendosi ai giornalisti giovedì, la premier Jacinta Allan ha contestato l’affermazione del rapporto secondo cui le azioni del CFMEU sarebbero costate ai contribuenti del Victoria circa 15 miliardi di dollari. “Si tratta di un’affermazione non adeguatamente verificata né correttamente fondata”, ha dichiarato.
Tuttavia, la premier ha affermato di essere “profondamente dispiaciuta” per le accuse di corruzione, estorsione e violenza dettagliate nel rapporto Watson. “Quelle notizie sono state assolutamente disgustose e non hanno alcun posto in nessun cantiere di questo Stato - ha detto -. È scioccante e mi dispiace profondamente che sia accaduto”.
Allan ha affermato di avere tolleranza zero per tali comportamenti, e che qualsiasi accusa sollevata durante il suo incarico come ministra dei Trasporti e delle Infrastrutture è stata trasmessa alle autorità competenti per le indagini. “Quando mi sono state segnalate delle accuse, sono state inoltrate all’autorità competente per l’indagine”, ha dichiarato la premier.
Ha inoltre elogiato il lavoro della Taskforce Hawk nel contrasto al crimine organizzato nel settore delle costruzioni. “La Taskforce ha presentato 70 capi d’accusa contro 15 individui e, come abbiamo visto oggi, è intervenuta nuovamente questa mattina arrestando una persona presumibilmente coinvolta in queste attività criminali”, ha dichiarato Allan.