CANBERRA - Jim Chalmers ha reagito con prontezza alle osservazioni dell’ex governatore della Reserve Bank of Australia (RBA), Philip Lowe, secondo cui i “sussidi” del governo starebbero alimentando l’inflazione e costringendo a mantenere alti i tassi d’interesse.
Il ministro ha messo in dubbio le motivazioni di Lowe, suggerendo che le sue critiche siano legate a una delusione personale per la mancata riconferma alla guida della Banca centrale nel 2023.
“Philip Lowe avrebbe voluto essere ri-nominato dal governo. Dopo che questo non è avvenuto, è diventato un critico piuttosto costante del governo Laburista - ha detto Chalmers ai giornalisti -. In parte è natura umana. Lo capisco. Nutro comunque grande rispetto per lui”.
Le dichiarazioni vengono fatte dopo un intervento di Lowe, riportato dal Financial Review, in cui l’ex governatore — oggi a capo di un organismo consultivo dell’Australian Securities Exchange — ha invitato il governo a essere più “ambizioso” nel rafforzare la capacità produttiva dell’economia. In assenza di riforme strutturali, ha sostenuto, continuare a distribuire aiuti ai cittadini renderebbe inevitabile un nuovo aumento dei tassi.
Il primo ministro Anthony Albanese ha liquidato la polemica con sarcasmo. “Philip Lowe il calciatore, ex giocatore del Manly, o l’ex governatore della RBA? Sapete, ci sono ex che tornano sui giornali. Non ho visto i suoi commenti”, ha detto, minimizzando la rilevanza delle osservazioni.
Chalmers ha poi colpito in modo più sottile, ricordando di essersi astenuto “per rispetto” da qualsiasi critica pubblica al mandato di Lowe alla RBA, incluse le decisioni prese e la cosiddetta “forward guidance”. Il riferimento è alle rassicurazioni fornite durante la pandemia sul mantenimento dei tassi bassi, poi smentite dai fatti e criticate da una revisione indipendente della Banca centrale.
Il ministro del Tesoro ha ribadito che i dati mostrano una crescita della domanda pubblica più lenta rispetto a quella privata nell’ultimo anno, respingendo l’idea che il governo sia il principale motore dell’inflazione persistente. “Sappiamo che c’è ancora molto da fare sulla produttività”, ha detto, sostenendo che l’esecutivo ha messo in campo un’agenda ampia e ambiziosa su questo fronte.
Le dichiarazioni sono pervenute dopo la pubblicazione dei nuovi dati sui salari dell’Australian Bureau of Statistics, che indicano come, negli ultimi tre mesi del 2025, la crescita delle retribuzioni sia rimasta sotto l’inflazione, con il settore pubblico leggermente più dinamico di quello privato.
Dal fronte dell’opposizione, il nuovo portavoce al Tesoro Tim Wilson ha accusato il governo di “pompare” l’economia. “È chiaro che questa è la causa principale dell’inflazione che supera i salari”, ha detto, accusando Chalmers di negare la propria responsabilità sul fronte della domanda.