CANBERRA - Il ministro del Tesoro Jim Chalmers respinge l’idea che l’aumento della spesa pubblica sia il motivo principale dietro mutui più cari, proprio mentre la Reserve Bank of Australia (RBA) appare pronta ad alzare i tassi d’interesse.
Il tema torna al centro del dibattito con l’inflazione che resta ostinatamente sopra il livello considerato compatibile con la stabilità dei prezzi.
Gli ultimi dati mostrano che la misura preferita dalla Banca centrale, l’inflazione di fondo (trimmed mean) trimestrale, è al 3,4%, ben oltre il punto-obiettivo del 2,5%. Per molti economisti, un rialzo dei tassi d’interesse nella riunione di oggi è ormai quasi certo, soprattutto dopo i segnali restrittivi arrivati dalla RBA a dicembre.
Chalmers, ospite di ABC radio, ha riconosciuto che “l’inflazione è più alta di quanto vorremmo”, ma ha sostenuto che la spinta recente non deriva principalmente dalla spesa governativa. “Quell’aumento è stato guidato soprattutto dalla spesa per le vacanze, ma anche dal ritiro degli sconti sulle bollette energetiche”.
Chalmers ha citato anche pressioni persistenti nel settore abitativo e fattori legati al meteo, elementi che avrebbero contribuito a mantenere elevati alcuni prezzi.
Pur evitando di anticipare la decisione della Banca centrale, Chalmers ha dichiarato di assumersi la responsabilità del proprio ruolo, sottolineando però che il governo non prende parte alle discussioni interne della RBA. “Non faccio parte delle loro valutazioni, abbiamo riconosciuto che l’inflazione è più alta di quanto chiunque vorrebbe”, ha aggiunto.
Sul fronte delle previsioni, JP Morgan ritiene che, dopo la retorica aggressiva di dicembre, la Banca centrale abbia ormai aperto la porta a un rialzo e che oggi sia difficile non procedere. Tuttavia, non tutti condividono l’idea di aumenti ripetuti fino alla fine del 2026. Gli economisti della banca americana sostengono che, al momento, non ci sia un caso chiaro per ulteriori strette oltre febbraio, a meno di cambiamenti rilevanti nelle nuove stime interne.
Una posizione simile perviene anche dalla Commonwealth Bank. La responsabile dell’economia australiana Belinda Allen prevede che la RBA possa intervenire “una volta sola” nel 2026: l’inflazione è troppo alta e la crescita è leggermente sopra il potenziale, ma potrebbe bastare poco per riportare l’economia e i prezzi in equilibrio. Il rischio, avverte, dipenderà soprattutto dal mercato del lavoro e dai prossimi dati sull’inflazione.
In giornata, la RBA pubblicherà anche le nuove previsioni dello staff insieme alla decisione sui tassi d’interesse. Lo Statement on Monetary Policy sarà osservato con attenzione per capire se la banca intende mantenere flessibilità, evitando di impegnarsi su un percorso fisso: un rialzo ora, secondo alcuni analisti, non sarebbe necessariamente l’inizio di una serie lunga.