CANBERRA - Una nuova serie di attacchi di squali ha riacceso il dibattito sulla sicurezza in mare e spinto a chiedere un cambio di passo a livello nazionale.

Dopo quattro incidenti in tre giorni, con vittime rimaste gravemente ferite, tra cui un ragazzo di 12 anni ancora ricoverato in ospedale, cresce la pressione sul governo federale affinché assuma un ruolo guida nella gestione del rischio.

Secondo il senatore dei Verdi Peter Whish-Wilson, l’attuale approccio basato su reti e linee galleggianti tradizionali si è dimostrato inefficace e superato. “Sono il simbolo di una risposta pigra e poco efficace”, ha detto, sostenendo che le politiche debbano essere aggiornate sulla base delle evidenze scientifiche. Whish-Wilson ha anche criticato il rimpallo di responsabilità tra Stati e Commonwealth, ricordando che molte delle specie colpite dai programmi di controllo letale sono protette a livello federale.

Sulla stessa linea Leo Guida, dell’Australian Marine Conservation Society, che ha invitato a valutare seriamente un approccio nazionale coerente. Guida ha però sottolineato che la priorità dovrebbe essere quella di investire in strumenti che funzionano davvero e che possano essere adottati su larga scala. Le reti anti-squalo, ha spiegato, offrono solo un’illusione di sicurezza. Due degli ultimi quattro attacchi sono avvenuti infatti su spiagge dotate di reti.

“È come montare una zanzariera con buchi larghi un pollice e sperare di tenere fuori le mosche - ha detto -. Gli squali possono passarci sopra, sotto o attorno”. L’esperto ha indicato come esempio virtuoso il programma di marcatura degli squali del New South Wales, il più esteso al mondo, insieme all’uso di droni e sistemi di monitoraggio acustico.

La settimana di paura ha portato alla chiusura di almeno 20 spiagge, comprese quelle lungo i 30 chilometri delle Northern Beaches di Sydney e località molto frequentate come Crescent Head, vicino al luogo dell’ultimo attacco. Ieri mattina, un uomo di 39 anni è stato morso al torace a Point Plomer, sulla costa centro-settentrionale del NSW, mentre altri due giovani sono rimasti feriti in incidenti separati nell’area di Sydney.

Il premier del New South Wales Chris Minns ha ammesso che non esiste una soluzione miracolosa. Ha però riconosciuto che i sistemi di allerta e comunicazione devono essere rafforzati, soprattutto dopo forti piogge e mare mosso. Al momento lungo le spiagge di Sydney sono operative oltre 30 SMART drumline, affiancate da stazioni di ascolto e sorveglianza aerea.

Sul piano scientifico, i numeri invitano alla cautela: la popolazione di grandi squali bianchi lungo le coste australiane è stimata in meno di 500 adulti riproduttivi. Ridurre il rischio per le persone senza compromettere l’equilibrio marino resta una sfida complessa. Ma dopo l’ultima ondata di attacchi, il messaggio è chiaro: continuare come prima non basta più.