PARMA – Chiara Petrolini ha letto in aula una dichiarazione di sette minuti sostenendo di non essere “una madre assassina” e di non aver mai voluto fare del male ai suoi due figli, i neonati trovati sepolti nel giardino della casa di Traversetolo. La ventiduenne ha parlato con tono monotono e senza mai nominare i due bambini.
Il procuratore Alfonso D’Avino ha chiesto una condanna a 26 anni di carcere, con il riconoscimento delle attenuanti generiche per la giovane età e l’immaturità della ragazza, elementi indicati anche dai periti psichiatrici che l’hanno comunque ritenuta capace di intendere e di volere.
Subito dopo le dichiarazioni dell’imputata, la pm Francesca Arienti ha avviato la requisitoria dell’accusa, ricordando fin dalle prime parole i nomi dei neonati registrati nei certificati di morte: Domenico Matteo e Angelo Federico. “Siamo qui per la morte di due bambini che non esistono solo sulla carta, sono realmente esistiti”, ha detto la magistrata.
La Procura contesta alla giovane due omicidi volontari premeditati. Secondo l’accusa, i due bambini sono nati il 12 maggio 2023 e il 7 agosto 2024, al termine di gravidanze che la ragazza avrebbe nascosto a familiari, amici e all’ex fidanzato e padre dei piccoli. Proprio sulla consapevolezza e sulla volontà di provocare la morte dei neonati si concentra il processo.
Nella ricostruzione dell’accusa, la giovane avrebbe nascosto deliberatamente la gravidanza e mantenuto comportamenti incompatibili con una gestazione sana. “C’è stata una scelta consapevole e deliberata”, ha sostenuto la pm Arienti, citando anche consumo di sigarette, alcol e - anche a travaglio avviato - superalcolici e marijuana.
Gli investigatori hanno inoltre analizzato il telefono della ragazza, trovando numerose ricerche su internet su temi come abortire, nascondere la pancia o accelerare il travaglio. “Le ricerche esistono, non sono casuali – ha ribadito la pm –. Non ne abbiamo trovata una per il benessere del bambino, ma solo ricerche di morte”.
Nelle dichiarazioni spontanee, Petrolini ha invece negato di essere stata consapevole della gravidanza. “Ho sempre detto che sapevo di essere incinta perché mi sembrava l’unica spiegazione possibile, ma non ho mai fatto un test e non sono mai stata sicura”, ha affermato. La giovane ha sostenuto che riteneva impossibile che fosse incinta proprio perché nessuno intorno a lei se ne accorgeva.
La ventiduenne ha ricostruito anche i momenti dei parti, spiegando di non ricordare tutto con precisione e di aver visto i bambini già morti.