PECHINO - Migliaia di delegati provenienti da ogni provincia della Cina si riuniscono a Pechino per le annuali “Due Sessioni”, il vertice politico che quest’anno segna un passaggio storico: l’approvazione del quindicesimo piano quinquennale (2026-2030).
Il documento non sarà una semplice lista di compiti, ma la bussola strategica che guiderà la seconda economia mondiale verso la “modernizzazione ad alta qualità” e l’autosufficienza tecnologica.
I lavori si dividono tra la Conferenza consultiva politica (Cppcc), al via domani, e l’Assemblea nazionale del popolo (Anp), che aprirà giovedì. Oltre alla dimensione legislativa, l’evento è una vetrina per la leadership di Xi Jinping. Gli interventi dei vertici del Partito comunista offriranno indicazioni cruciali sugli equilibri interni — segnati da una recente campagna contro la corruzione che ha portato all’esclusione di diversi ufficiali dell’Esercito — e sulle nuove priorità di politica estera.
Il nuovo piano quinquennale punta tutto sulla sicurezza economica e l’autonomia industriale. Pechino mira a colmare i gap nei settori critici come semiconduttori, intelligenza artificiale, biomanifattura e fusione nucleare.
Con una spesa in ricerca e sviluppo che ha sfiorato gli 800 miliardi di dollari nel 2025, la Cina intende accelerare lo sviluppo di quelle che Xi definisce “nuove forze produttive di qualità”.
Nonostante i dazi e la competizione con gli Usa, i settori dei veicoli elettrici e delle energie rinnovabili continuano a trainare l’export, che lo scorso anno ha registrato una crescita del 5,5%.
Uno dei momenti più attesi sarà l’annuncio del target di crescita da parte del premier Li Qiang. Gli analisti prevedono un possibile aggiustamento verso una forchetta del 4,5-5%, rispetto al tradizionale “intorno al 5%”. Questo segnale indicherebbe una maggiore tolleranza per una crescita più lenta ma strutturalmente più solida, orientata a combattere la sovraccapacità produttiva e a riequilibrare l’economia verso i consumi interni, ancora frenati dalla crisi del settore immobiliare.
Sul fronte fiscale, Pechino manterrà un orientamento espansivo per sostenere la ripresa. Il Ministero delle Finanze sta gestendo un piano imponente per ristrutturare circa 10.000 miliardi di yuan di debito “nascosto” degli enti locali entro il 2027.
Il deficit ufficiale dovrebbe attestarsi intorno al 4% del Pil, con il supporto aggiuntivo garantito dall’emissione di obbligazioni speciali per finanziare infrastrutture strategiche e programmi di incentivi al consumo.
Le sessioni si aprono in un clima internazionale estremamente teso. La diplomazia cinese, guidata da Wang Yi, dovrà navigare tra crisi in Medio Oriente e le tensioni regionali. Gli attacchi Usa e israeliani contro l’Iran, infatti, mettono a rischio le forniture energetiche e la stabilità delle rotte commerciali. Inoltre, il deterioramento dei rapporti con il Giappone e la questione Taiwan restano nodi critici per la sicurezza marittima.
L’imminente visita di Donald Trump a Pechino aggiunge un ulteriore livello di complessità, con il rischio di una nuova stagione di dazi e pressioni commerciali.