PECHINO - La Cina registra il livello di nascite più basso dalla rivoluzione comunista del 1949, confermando una crisi demografica che continua ad aggravarsi nonostante anni di tentativi governativi per invertire la rotta.
I dati ufficiali pubblicati lunedì mostrano che la popolazione del Paese è diminuita per il quarto anno consecutivo, mentre il tasso di natalità ha toccato un minimo storico.
Nel 2025 la popolazione cinese si è attestata a 1,404 miliardi di persone, circa tre milioni in meno rispetto all’anno precedente. Il tasso di natalità è sceso a 5,63 nascite ogni 1000 abitanti, il livello più basso da quando Mao Zedong prese il potere. Il numero di nuovi nati è stato di appena 7,92 milioni, in calo di 1,62 milioni, pari al 17 per cento, rispetto al 2024. Il lieve aumento registrato l’anno scorso si è quindi rivelato temporaneo, dopo sette anni consecutivi di cali fino al 2023.
Il quadro mette in evidenza le forti pressioni demografiche che il Paese deve affrontare mentre tenta di trasformare la propria economia. Per decenni, la politica del figlio unico ha limitato le dimensioni delle famiglie, creando più di due generazioni di figli unici. Dal 2015 il limite è stato portato a due figli, poi a tre nel 2021, ma l’impatto sulle nascite è stato modesto.
Oggi molte coppie citano l’alto costo della vita, la competizione sociale e le difficoltà economiche come ostacoli principali alla genitorialità, problemi resi più acuti dal rallentamento dell’economia. Anche fattori culturali possono aver inciso: il 2025 è stato l’anno del serpente nello zodiaco cinese, tradizionalmente considerato poco favorevole per avere figli.
Secondo le stime degli esperti, il tasso di fertilità cinese sarebbe ormai vicino a 1 figlio per donna, ben al di sotto del livello di 2,1 necessario a mantenere stabile la popolazione. Intanto, il Paese invecchia rapidamente: circa 323 milioni di persone hanno più di 60 anni, pari al 23 per cento della popolazione, mentre la forza lavoro continua a ridursi.
Il governo ha messo in campo una serie di misure per incentivare le nascite, dai sussidi in denaro agli sgravi fiscali. A luglio sono stati annunciati contributi di 3.600 yuan per figlio, mentre asili e servizi di intermediazione matrimoniale sono stati inseriti tra le attività esentate da alcune imposte. Allo stesso tempo, la rimozione dei contraccettivi dalle esenzioni fiscali ha introdotto una tassa del 13 per cento sui preservativi.
Nonostante la crescita economica ufficiale del 5 per cento nel 2025, molti analisti prevedono un rallentamento nei prossimi anni. Secondo diversi economisti, Pechino dovrà affrontare riforme complesse, dal sistema pensionistico all’ampliamento della base fiscale, per gestire una popolazione che diminuisce e invecchia. Stabilizzare la demografia resta una delle sfide più delicate per il futuro del Paese.