CITTÀ DEL MESSICO - La presidente del Messico, Claudia Sheinbaum Pardo, ha reagito con fermezza agli eventi avvenuti in Venezuela nella notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026, quando un’operazione militare statunitense, ordinata dal presidente Donald Trump, ha portato alla cattura e al trasferimento del leader venezuelano Nicolás Maduro. 

In un messaggio pubblicato nel pomeriggio di sabato 3 gennaio, Sheinbaum ha richiamato uno dei principi fondanti della politica estera messicana, citando Benito Juárez, figura chiave dell’indi pendenza del Paese: “Tra gli individui come tra le nazioni, il rispetto del diritto altrui è la pace”. Una frase che, secondo la presidente, dovrebbe guidare anche l’azione degli Stati Uniti in questo momento di forte tensione regionale. 

Il governo messicano ha definito l’operazione statunitense un “intervento militare”, denunciando l’incursione e la cattura di Nicolás Maduro come un atto di mancato rispetto della sovranità venezuelana, in contravvenzione al diritto internazionale, e sottolineando che tali azioni rappresentano una violazione della Carta delle Nazioni Unite.  

“Con base nei suoi principi di politica estera e nella sua vocazione pacifista, il Messico fa un appello urgente a rispettare il diritto internazionale, così come i principi e gli scopi della Carta dell’Onu, e a cessare qualsiasi atto di aggressione contro il governo e il popolo venezuelano”, si legge nella nota diffusa dall’esecutivo. 

In seguito alla detenzione di Nicolás Maduro in Venezuela, Donald Trump ha chiamato in causa anche Claudia Sheinbzum, affermando che “qualcosa andrebbe fatto con il Messico”, sostenendo che il Paese non ha fatto la sua parte. 

Ieri, durante la sua conferenza mattutina, la presidente ha riconosciuto che la linea dura di Washington su cartelli della droga e fentanyl, definiti come minacce terroristiche e addirittura armi di distruzione di massa, fornisce “più elementi” a un discorso di possibile intervento, pur ribadendo che uno scenario del genere “si vede lontano”. 

Secondo Sheinbaum, i discorsi minacciosi del presidente statunitense difficilmente si tradurranno in azioni concrete e ha ricordato che dopo le dichiarazioni di Trump il Messico ha rafforzato la Costituzione in materia di difesa della sovranità nazionale, respingendo qualsiasi ipotesi di ingerenza esterna. 

La presidente ha infine rivendicato i risultati ottenuti dal suo governo rispetto al crimine organizzato. “Non è uno sforzo minore: in un anno e tre mesi abbiamo ridotto del 37% gli omicidi dolosi”, ha affermato, anticipando che il dato sarebbe ulteriormente migliorato nel mese di dicembre. 

“Come ho espresso nelle conversazioni con il presidente Trump: l’attenzione alle cause è anch’essa fondamentale. Abbiamo persino concordato sul fatto che i valori, il sostegno familiare, l’istruzione e la comunicazione di massa siano strumenti indispensabili per prevenire il consumo di droghe”, ha sottilineato la presidente messicana. 

“Infine, è necessario ribadire che in Messico comanda il popolo e che siamo un Paese libero, indipendente e sovrano. Cooperazione sì; subordinazione e intervento, no.”