MELBOURNE - Coles è finita davanti al tribunale con l’accusa di aver gonfiato artificialmente i prezzi di alcuni prodotti per poi ridurli e presentarli come sconti nell’ambito della celebre campagna “Down Down, prices are down”.
L’azione legale è stata avviata dall’Australian Competition and Consumer Commission (ACCC), che sostiene che la catena abbia ingannato i consumatori con una strategia promozionale definita in aula “totalmente fuorviante”. L’udienza si è aperta oggi, con il legale dell’autorità di vigilanza, Garry Rich, che ha contestato la coerenza del messaggio pubblicitario rispetto all’andamento reale dei prezzi.
“Perché dire ai clienti che i prezzi stanno scendendo quando non è così?”, ha chiesto in tribunale. Secondo l’ACCC, la meccanica promozionale scelta da Coles si basava sull’idea di convincere i consumatori che il prezzo di un prodotto fosse stato ridotto, anche in casi in cui era stato aumentato poco prima.
Come esempio, l’avvocato ha citato una confezione da 1,2 kg di cibo umido per cani Nature’s Gift, venduta a 4 dollari tra aprile 2022 e febbraio 2023. Sempre secondo l’accusa, Coles avrebbe poi alzato il prezzo a 6 dollari per una settimana, per successivamente proporlo come “ribassato” a 4,50 dollari. “Per 296 giorni il prezzo era 4 dollari. L’aumento a 6 dollari è avvenuto solo sette giorni prima della promozione”, ha sostenuto Rich.
Il giudice Michael O’Bryan ha chiesto se l’incremento potesse essere legato a un aumento dei costi da parte del fornitore. L’ACCC ha replicato che, indipendentemente dalla causa, il consumatore medio non era in grado di conoscere questi dettagli e che presentare il nuovo prezzo come uno sconto risultava comunque ingannevole.
La campagna “Down Down”, lanciata nel 2010 e accompagnata da un jingle diventato familiare, prometteva prezzi ridotti e stabili su prodotti di uso quotidiano. Secondo l’ACCC, la presunta pratica avrebbe riguardato 245 articoli, tra cui dentifricio, bevande, formaggi, shampoo, cerotti e detersivi.
Coles, che respinge tutte le accuse, sostiene di aver agito nel rispetto delle norme e di aver cercato di aiutare le famiglie a contenere la spesa. Il procedimento proseguirà nei prossimi giorni, mentre il caso riaccende il dibattito sul costo della vita e sulla trasparenza dei prezzi nella grande distribuzione.