CAIRO - Rappresentanti di Hamas hanno incontrato nella capitale egiziana emissari del cosiddetto “Board of Peace”, l’organismo internazionale promosso dal presidente statunitense Donald Trump per gestire il futuro della Striscia di Gaza, nel tentativo di salvaguardare la fragile tregua nella regione.

Secondo tre fonti citate dall’agenzia Reuters, l’incontro si è svolto nel fine settimana al Cairo ed è il primo colloquio reso pubblico tra il gruppo palestinese e il nuovo organismo internazionale dall’inizio della guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran.

Il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza è infatti sotto forte pressione dopo l’avvio dei bombardamenti contro l’Iran, che hanno spinto Israele a rafforzare le restrizioni sui confini dell’enclave palestinese.

Subito dopo la riunione, Israele ha annunciato che riaprirà nei prossimi giorni il Valico di Rafah, l’unico punto di attraversamento pedonale tra la Striscia di Gaza e l’Egitto. Il passaggio era stato chiuso all’inizio delle operazioni militari contro l’Iran il 28 febbraio.

Una delle fonti coinvolte nei colloqui ha affermato che la decisione israeliana potrebbe essere collegata direttamente ai negoziati tra Hamas e il Board of Peace.

Prima dell’escalation con Teheran, il piano per Gaza rappresentava uno dei progetti diplomatici più importanti della politica mediorientale di Trump. L’iniziativa prevede una serie di misure per stabilizzare l’enclave e avviare un programma di ricostruzione dopo anni di conflitto.

Durante i colloqui al Cairo, i rappresentanti di Hamas avrebbero avvertito che il movimento potrebbe rivedere alcuni impegni presi nell’ambito della tregua se Israele manterrà le nuove restrizioni imposte alla Striscia durante la guerra con l’Iran.

Israele aveva inizialmente chiuso completamente i confini di Gaza sostenendo che i valichi non potevano operare in condizioni di sicurezza. Successivamente è stato autorizzato un flusso limitato di beni e aiuti umanitari, ma il passaggio di Rafah è rimasto chiuso fino all’annuncio di domenica.

Secondo le fonti, il Board of Peace sarebbe stato rappresentato ai colloqui da Aryeh Lightstone, collaboratore dell’inviato speciale statunitense Steve Witkoff. Altre riunioni sarebbero previste nei prossimi giorni per discutere i dettagli del piano.

Un funzionario palestinese ha dichiarato che Hamas teme che Israele stia sfruttando la guerra contro l’Iran per allontanarsi dagli impegni previsti dall’iniziativa diplomatica.

Uno dei punti più delicati del piano riguarda la possibilità che Hamas accetti di deporre le armi in cambio di un’amnistia, passaggio ritenuto essenziale per avviare la ricostruzione di Gaza e favorire un progressivo ritiro delle forze israeliane dall’enclave.