ISLAMABAD - Si sono concluse nella serata di domenica a Islamabad le consultazioni tra i ministri degli Esteri di Pakistan, Arabia Saudita, Turchia ed Egitto per discutere “possibili modalità per porre fine in modo rapido e definitivo alla guerra”. I colloqui si sono concentrati sugli sviluppi nella regione, sul coordinamento e la consultazione in merito a tali evoluzioni, nonché sull’importanza di intensificare gli sforzi diplomatici per contenere la crisi e rafforzare la sicurezza e la stabilità regionali, ha riferito l’agenzia di stampa saudita.

L’incontro, convocato dal vice primo ministro e ministro degli Esteri pakistano Ishaq Dar, si è concentrato sull’evoluzione della situazione regionale e su questioni di interesse comune, hanno fatto sapere fonti locali. All’incontro hanno partecipato il ministro degli Esteri saudita Faisal bin Farhan Al Saud, il turco Hakan Fidan e l’egiziano Badr Abdelatty.

In una dichiarazione videoregistrata, il ministro Dar ha affermato che tutte le parti hanno espresso fiducia nel ruolo di mediazione del Pakistan e che la Cina “sostiene pienamente” l’iniziativa di ospitare a Islamabad i potenziali colloqui tra Stati Uniti e Iran.

Dar ha esortato il suo omologo iraniano Abbas Araghchi, nella tarda serata di sabato, a “porre fine a tutti gli attacchi e alle ostilità” nella regione.

In una nota, il ministero degli Esteri ha riferito che Dar ha detto ad Araghchi che il Pakistan resta impegnato a sostenere gli sforzi volti a ripristinare la pace e la stabilità nella regione.

“I due leader hanno discusso dell’evoluzione della situazione regionale e degli sviluppi in corso. Il vice primo ministro/ministro degli Esteri ha sottolineato la necessità di una de-escalation, evidenziando che dialogo e diplomazia restano l’unica via praticabile per una pace duratura. Ha inoltre ribadito l’importanza di porre fine a tutti gli attacchi e alle ostilità. Il vice primo ministro/ministro degli Esteri ha affermato che il Pakistan rimane impegnato a sostenere tutti gli sforzi volti a ristabilire la pace e la stabilità regionali”, ha scritto su X il ministero degli Esteri pakistano.

Il Pakistan è emerso come un mediatore chiave tra Teheran e Washington da quando Stati Uniti e Israele hanno iniziato a colpire l’Iran il 28 febbraio, provocando contrattacchi da parte di Teheran contro interessi statunitensi, nonché contro infrastrutture petrolifere e di altro tipo nei Paesi del Golfo.

Islamabad ha svolto il ruolo di intermediario per lo scambio di messaggi tra funzionari iraniani e statunitensi mentre il conflitto si protrae, causando gravi interruzioni nelle forniture di petrolio e merci attraverso lo Stretto di Hormuz, oltre che nei corridoi aerei regionali.

Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha avuto anche un bilaterale con il ministro degli Esteri saudita ed ha sottolineato l’impegno diplomatico di Islamabad, compresi gli sforzi per allentare le tensioni e incoraggiare il dialogo tra Stati Uniti e Iran. Ed ha inoltre evidenziato l’importanza dell’unità tra i Paesi musulmani.